Blacksmith Cottage – Il Tadelakt nella Casa di Lucy Currell

Blacksmith Cottage è la casa-studio di Lucy Currell, fondatrice di Studio Iro. Si trova a Forest Gate, all’interno di un piccolo edificio ottocentesco nato come fucina e officina artigiana. La trasformazione non ha cambiato la natura dell’edificio: l’ha resa abitabile, mantenendo leggibile l’origine produttiva. È uno spazio di lavoro e di vita insieme, dove le scelte non rispondono a un’estetica da pubblicazione ma a un uso continuo. Blacksmith Cottage diventa così una sintesi molto chiara dell’approccio dello studio: materiali naturali, superfici materiche, colori misurati, interventi puntuali. Nessuna operazione spettacolare, nessuna riscrittura forzata dell’edificio.

Il Progetto dello Studio Iro di Londra

In Blacksmith Cottage, il progetto è prima di tutto un esercizio di controllo materiale, coerente con il modo di lavorare di Studio Iro. L’intervento non introduce nuove geometrie né riorganizzazioni radicali: lavora sull’esistente, usando superfici, colori e texture come strumenti principali. La struttura dell’edificio, un’ex fucina ottocentesca, rimane leggibile. I volumi sono compatti, le altezze contenute, le murature in mattone continuano a definire il carattere degli spazi. Lo studio sceglie di non neutralizzare questi elementi, ma di assorbirli nel progetto attraverso finiture calibrate, evitando contrasti netti o soluzioni decorative.

Il lavoro sui materiali segue una logica ricorrente nella pratica di Studio Iro: materiali naturali, superfici opache, palette terrosa, applicati con continuità. Le pareti non sono trattate come sfondi neutri, ma come superfici attive, capaci di modificare la percezione dello spazio e della luce. I colori servono a costruire profondità e passaggi, non a caratterizzare singoli ambienti in modo autonomo.

Blacksmith Cottage camino soggiorno

Blacksmith Cottage camino soggiorno

Anche la distribuzione interna riflette questo approccio. Gli spazi comunicano tra loro senza separazioni rigide; la distinzione funzionale avviene per variazione materica più che per elementi costruttivi. È un modo di progettare che privilegia la continuità tattile e visiva, adatto a un edificio di piccola scala e a un uso quotidiano intenso.

Nel complesso, Blacksmith Cottage non è pensata come vetrina dello studio, ma come luogo di sperimentazione interna: uno spazio dove il linguaggio di Studio Iro viene applicato senza mediazioni, con attenzione alla durata, all’uso reale e alla compatibilità tra materiali. È all’interno di questa struttura progettuale, già molto definita, che alcune finiture assumono un ruolo più specifico negli ambienti di servizio della casa.

Il Tadelakt nel Blacksmith Cottage

Nel Blacksmith Cottage, il tadelakt viene utilizzato in modo integrale e coerente, senza mediazioni. Il bagno è interamente realizzato in tadelakt: pareti, doccia e lavabo appartengono allo stesso sistema materico, senza inserti estranei, senza materiali di compensazione.

Blacksmith Cottage bagno con doccia e lavandino in tadelakt

Blacksmith Cottage – bagno con doccia e lavandino in tadelakt

La tonalità scelta è naturale, con una base calda che lascia percepire una leggera presenza di terra verde. Non è un colore dichiarato, ma una sfumatura che emerge con la luce e con l’uso, coerente con il resto della casa.  L’aspetto più rilevante non è però il colore, bensì la finitura. Qui il tadelakt non è tirato a lucido. La superficie resta volutamente più grezza, opaca, con una tessitura evidente. È probabile che il risultato sia stato ottenuto attraverso un passaggio deciso della pietra, non per ottenere brillantezza ma per compattare la superficie lasciandone leggibile la lavorazione.

Questa scelta è centrale. In un contesto diverso un tadelakt così trattato risulterebbe fuori scala. Qui invece funziona perfettamente, perché il progetto lo sostiene. La casa è costruita su materiali assorbenti, superfici vive, colori pieni, e il tadelakt si inserisce come prosecuzione naturale di questa logica.

Blacksmith Cottage bagno in tadelakt

Blacksmith Cottage bagno in tadelakt con vasca

Il lavabo, modellato nello stesso materiale delle pareti, non è un elemento “disegnato” ma scavato nella massa. La doccia non è delimitata da stacchi netti: il tadelakt accompagna l’acqua, segue le superfici, risolve le giunzioni senza ricorrere a fughe o interruzioni visive. Il bagno diventa così un unico volume, leggibile come spazio e non come somma di elementi.

È in questo progetto che si capisce quanto il tadelakt sia un materiale estremamente versatile, ma solo se guidato da una progettazione consapevole. La versatilità non sta nel poter essere lucido o opaco in astratto, ma nel sapere quando una finitura più grezza è non solo accettabile, ma necessaria. Qui il tadelakt non cerca di “nobilitare” lo spazio: lo rende coerente.

Il Tadelakt Rustico in Inghilterra

Blacksmith Cottage mostra in modo molto chiaro che il valore del tadelakt non sta nel materiale in sé, ma nel modo in cui viene portato dentro un progetto. Qui non è trattato come una finitura “pregiata” da esibire, né come un elemento neutro da replicare. È stato adattato al contesto, calibrato sulle superfici, sulla luce e sul carattere generale della casa. La scelta di una finitura più grezza, non lucidata, funziona perché è sostenuta da un impianto progettuale coerente. In un ambiente costruito su materiali riflettenti o su un linguaggio più formale, lo stesso tadelakt apparirebbe fuori luogo. In Blacksmith Cottage, invece, si allinea perfettamente a una casa fatta di superffici assorbenti, colori pieni e materia visibile. È questa corrispondenza a renderlo efficace.

Il fatto che Lucy Currell abbia scelto il tadelakt per la propria casa è un dato che pesa. Non si tratta di una selezione fatta per un cliente o per una pubblicazione, ma di una decisione personale, presa per uno spazio vissuto ogni giorno. Questo si riflette nell’uso estremamente preciso del materiale: nessuna concessione, nessun eccesso, nessuna semplificazione. Il bagno in tadelakt di Blacksmith Cottage non è un esercizio di stile, ma il risultato di una scelta consapevole, che nasce da una conoscenza reale del materiale e dei suoi limiti. È proprio questa familiarità a renderlo credibile e riuscito. Un esempio concreto di come il tadelakt, quando è pensato e adattato con attenzione, possa diventare parte integrante di un progetto.

FOTO e SORGENTI: studioiro.co – remodelista.cominstagram.com