• Riad Rosemary Marrakech

Riad Rosemary – Il Tadelakt nel Design Contemporaneo

Il Riad Rosemary si trova nella medina di Marrakech, Marocco, in una zona ancora densa, fatta di muri continui, percorsi stretti e corti interne nascoste. Non è un hotel costruito ex novo né una semplice ristrutturazione cosmetica: nasce dal recupero paziente di una casa storica, riportata lentamente a una nuova vita abitativa. Il progetto è guidato da LRNCE, fondato da Laurence Leenaert, insieme al marito Ayoub Boualam. La trasformazione del riad non segue un’idea di ospitalità standardizzata. Qui l’obiettivo non è replicare un’immagine di lusso, ma costruire uno spazio che funzioni prima di tutto come casa, poi come luogo di accoglienza.

Il Progetto di Laurence Leenaert

Muratura portante, corti centrali, aperture verso l’interno: il Riad Rosemary si inscrive pienamente nella tradizione architettonica dei riad marocchini, un tipo di residenza basata su un cortile centrale che assicura privacy e un microclima interno protetto dal caos urbano circostante. Questo principio ha guidato la scelta di introdurre luce e ventilazione dall’interno, piuttosto che da grandi aperture esterne, come prescritto dall’antico architettura maghrebina. 

Riad Rosemary salotto in tadelakt

Riad Rosemary – salotto interno

L’intervento di restauro e ampliamento è stato curato dall’architetto Quentin Wilbaux, figura attiva da decenni nella documentazione e nel recupero del patrimonio della medina, spesso per conto dell’UNESCO. Questo legame con la storia urbana ha permesso di trattenere elementi originali dell’edificio e allo stesso tempo di inserirvi una nuova sensibilità progettuale, in cui ogni materiale è scelto per la sua componente tattile e culturale. 

Gli spazi interni non seguono un solo stile dominante. Accanto alla struttura tradizionale si affiancano interventi contemporanei: finiture in zellige e legni lavorati a mano coesistono con pezzi vintage europei e opere artigianali realizzate da LRNCE. Questa combinazione crea una stratificazione visiva che richiama tanto la Medina storica quanto un’identità internazionale di design contemporaneo. 

Riad Rosemary salotto esterno

Riad Rosemary – salotto esterno

Il riad funziona come un microcosmo di artigianato locale e design contemporaneo, concentrato ma articolato, dove materiali, luce e percorsi si intrecciano senza rinunciare a una sensazione di quiete. La qualità del luogo non è raccontata in termini di “pezzi esposti”, ma in come ogni superficie e ogni apertura lavorano insieme per dare senso di rifugio e di appartenenza al luogo specifico.

Il Tadelakt nel Riad Rosemary

Nel Riad Rosemary, a Marrakech, il tadelakt non è una scelta localizzata né tematica. È la materia dominante del progetto. Compare nei muri esterni, nelle pareti interne, negli spazi comuni, nelle stanze e, in modo naturale, nei bagni. Non come rivestimento applicato a posteriori, ma come pelle architettonica continua.

Riad Rosemary parete in tadelakt

Riad Rosemary – parete in tadelakt

Qui il tadelakt costruisce volumi. Riveste camini, definisce nicchie, disegna sedute, accompagna angoli e passaggi. È usato per dare forma agli spessori, non per decorare superfici. Questo è coerente con il contesto: a Marrakech, parlare di artigianato autentico significa inevitabilmente parlare di tadelakt. È il materiale che, più di ogni altro, appartiene alla città e ai suoi riad.

Riad Rosemary letto in tadelakt

Riad Rosemary – camera da letto in tadelakt

La differenza, nel caso del Rosemary, sta però nel modo in cui il tadelakt viene interpretato. Pur essendo presente ovunque, come accade in molti riad tradizionali, qui perde gran parte della sua impronta fortemente ornamentale o simbolica. Il progetto è guidato da uno sguardo esterno, quello di una designer belga, e questo sposta l’equilibrio.

Riad Rosemary stanza in tadelakt

Riad Rosemary – stanza interamente in tadelakt

Le superfici in tadelakt sono più sobrie, più controllate. Le curve sono misurate, i colori spesso tenuti su toni naturali, morbidi, non saturi. L’effetto non è quello dell’hammam o del palazzo storico, ma di un interno contemporaneo che utilizza una tecnica antica senza caricarla di significati folkloristici. Il tadelakt resta artigianale, ma assume quasi un carattere occidentale. Il risultato è un uso del tadelakt totale ma non ridondante. Non c’è l’idea di celebrare il materiale in sé, ma di usarlo come strumento per costruire un’atmosfera coerente, domestica, controllata.

L’Evoluzione del Tadelakt a Marrakech

Il Riad Rosemary mostra con chiarezza una direzione che oggi è sempre più evidente, anche in Marocco. Il tadelakt non è più soltanto il materiale della tradizione ripetuta, ma una tecnica che sta evolvendo, adattandosi a un linguaggio di progetto più contemporaneo. In questo riad, il tadelakt resta profondamente legato a Marrakech, ma viene reinterpretato. L’intervento di una designer internazionale dimostra come la tecnica possa uscire da un’estetica rigidamente “araba” e trovare spazio in un design più moderno, misurato, quasi europeo. Non cambia il materiale, cambia lo sguardo che lo guida.

Questo processo sta avendo effetti concreti anche sul piano artigianale. Il livello di esecuzione si alza, le superfici diventano più precise, le finiture più controllate. Non si tratta solo di migliorare la mano d’opera, ma di inserire il tadelakt in progetti pensati, coerenti, disegnati da architetti e designer con una visione chiara. Il Riad Rosemary è un caso emblematico perché dimostra che il tadelakt può essere allo stesso tempo radicato e contemporaneo. Può restare il materiale identitario dei riad di Marrakech e, allo stesso tempo, diventare uno strumento del design moderno.

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