#10 Graafjansdijk House
Knokke, Belgio
STUDIO: Govaert Vanhoutte Architects
Nel progetto Graafjansdijk House, realizzato dallo studio Govaert Vanhoutte Architects a Knokke, in Belgio, il tadelakt nero trova una delle sue applicazioni più raffinate e pensate in relazione agli elementi funzionali del bagno. All’interno di un’abitazione progettata con una sensibilità netta per il rapporto tra materia, luce e geometria spaziale, il bagno si distingue per l’uso di una superficie di tadelakt nero che non si limita a rivestire le pareti, ma diventa il protagonista materico dell’intero volume. In particolare, il blocco che ospita il lavandino non è un elemento aggiunto, ma è ricavato nella stessa materia: è modellato come un’unica estensione della superficie muraria, scavato, definito e poi finito con lo stesso tadelakt nero che avvolge il resto dello spazio. La tonalità nera, intensa ma non monocroma, cattura la luce naturale e artificiale restituendo microvariazioni tonali: dove la luce incide con più forza, il nero si addolcisce; dove la penombra prevale, la materia appare profonda e tattile.
#9 Höghult House
Karlsborg, Svezia
STUDIO: FABEL Arkitektur
Nel progetto Höghult House, realizzato dallo studio Fabel Arkitektur a Karlsborg, in Svezia, il tadelakt è stato impiegato con grande coerenza materica per definire una delle parti più intime dell’abitazione. Nello spazio della doccia, la superficie in tadelakt nero si estende senza interruzioni, modellandosi fino a diventare una seduta integrata: un volume continuo in cui seduta, pareti e piani si fondono come un unico corpo minerale.La scelta di usare il tadelakt nero non è casuale. In questo contesto nordico, dominato da una luce morbida e diffusa, la superficie scura crea profondità e contrasto con le superfici lignee della struttura, accentuando la qualità sensoriale dello spazio. Il colore intenso rende la materia visivamente densa, mentre la finitura levigata e lucidata a mano reagisce alla luce con sfumature sottili, conferendo alla doccia una presenza che è al tempo stesso discreta e suggestiva.La seduta integrata, realizzata con lo stesso materiale, elimina ogni divisione tra piani verticali e orizzontali: il tadelakt non riveste semplici superfici, ma plasma lo spazio stesso, dando forma a un ambiente che invita al gesto, al tempo lento e all’esperienza tattile.
#8 Village School House
Copenaghen, Danimarca
STUDIO: Norm Architects
Nel progetto Village School House, una ex scuola di villaggio riconvertita ad abitazione privata in Danimarca, il tadelakt viene utilizzato con una sensibilità rara, capace di dimostrare quanto questa tecnica possa essere discreta ed elegante anche lontano dalle sue espressioni più iconiche. Nel bagno, il tadelakt riveste le pareti con una tonalità di rosa chiarissimo, quasi polveroso, che si percepisce più come una variazione di luce che come un colore vero e proprio. La superficie non domina lo spazio, ma lo accompagna, diffondendo una luminosità morbida che dialoga con l’architettura essenziale e con la palette sobria tipica del progetto. È un uso del colore estremamente misurato, in cui il tadelakt perde ogni connotazione esotica per diventare materia silenziosa, intima. La finitura a calce, lavorata a mano, conserva quella leggera vibrazione superficiale che rende la parete viva, mai piatta. Il rosa, così tenue, mette in risalto proprio questa qualità: la luce scivola sulla superficie e ne rivela le irregolarità minime, trasformando il bagno in uno spazio raccolto e quasi domestico, lontano dall’idea di ambiente tecnico.
#7 Country House
Londra, Regno Unito
STUDIO: Retrovious
Nel progetto Reflections on Reclamation with Retrouvius, il tadelakt viene impiegato con una sensibilità cromatica e culturale che va oltre la semplice scelta materica. Qui la superficie a calce non è solo un rivestimento: diventa veicolo di significato, capace di richiamare memorie, geografie e identità. Nell’ambiente bagno, il tadelakt è stato usato per creare sia le pareti sia il volume chiuso della doccia con una tonalità rossa/rosa intensa, che rimanda direttamente al rosso di Marrakech, colore storicamente associato alle superfici in calce della città e alla stessa tradizione di questa tecnica. Questo rosso non nasce da una scelta estetica fine a sé stessa, ma da una volontà progettuale precisa: stabilire un ponte sensoriale con l’origine del tadelakt, con la sua matrice culturale e con la memoria del colore come esperienza spaziale. La finitura liscia, ottenuta attraverso il gesto manuale tipico della tecnica tradizionale, modula la luce in modo soffice, creando variazioni tonali che arricchiscono la profondità percepita del colore senza risultare uniformi o piatte.
#6 Under the Willow Tree House
Zaffelare, Belgio
STUDIO: OBJKT Architects
Nel progetto Under the Willow Tree House, realizzato dallo studio OBJKT Architects a Zaffelare, in Belgio, il tadelakt diventa un mezzo diretto per mettere in relazione architettura, luce e paesaggio. Nel bagno principale, la scelta di una finitura in tadelakt verde nasce dal contesto naturale che circonda la casa. Il colore riprende i toni della vegetazione interna ed esterna, visibile dalle ampie aperture, e li traduce in una superficie minerale continua e avvolgente. Il pavimento in tadelakt si stende come un piano unico e, superato un muretto basso, la stessa materia risale sulle pareti per costruire il volume della doccia, senza soluzione di continuità. Qui il tadelakt non è un semplice rivestimento, ma una vera estensione dello spazio. Il verde, intenso ma naturale, cambia con la luce del giorno e si mescola visivamente con il giardino, rendendo difficile distinguere dove finisca l’interno e dove inizi l’esterno. La superficie liscia e levigata, lavorata a mano, restituisce una sensazione tattile morbida e profonda, amplificata dal contatto con l’acqua. In questo progetto il tadelakt dimostra tutta la sua capacità di adattarsi a un’architettura contemporanea sensibile al paesaggio. Non definisce solo una doccia o un bagno, ma costruisce un ambiente immersivo, in cui la tecnica antica della calce diventa strumento per rafforzare il legame tra abitare e natura.
#5 Spetses House
Spetses, Grecia
STUDIO: Moustroufis e IL-Q
Nel progetto di ristrutturazione di una casa di vacanza sull’isola di Spetses, Grecia, firmato dall’architetto Nikos Moustroufis e curato negli interni da Isabel López-Quesada, il tadelakt trova una delle sue espressioni più potenti e mature nello spazio bagno. Qui la doccia non è pensata come un elemento da inserire nello spazio, ma come uno spazio nello spazio, modellato direttamente dalla materia. Il tadelakt nero riveste interamente il vano doccia, costruendone le pareti attraverso forme curve e continue, prive di spigoli e di interruzioni. La superficie non è un rivestimento applicato, ma un involucro plastico che definisce il volume stesso della doccia. La scelta del nero è particolarmente significativa. In un contesto mediterraneo dominato da luce intensa, superfici chiare e riflessi diffusi, il tadelakt scuro assorbe la luce e la restituisce in modo controllato, creando profondità, ombra e una forte presenza materica. La finitura lucidata a mano rende la superficie compatta e impermeabile, ma allo stesso tempo morbida alla vista e al tatto, lontana da qualsiasi rigidità industriale. Le curve non sono un esercizio formale, ma una conseguenza diretta della tecnica. Il tadelakt permette di lavorare la calce come una materia modellabile, capace di seguire gesti continui e di eliminare la logica della giunzione.
#4 Villa RS
Kruisem, Belgio
STUDIO: Juma Architects
Nel progetto noto come Project RS firmato dai JUMA Architects, il tadelakt riesce a trasformare due ambienti chiave della casa, la cucina e il bagno, in superfici che non sono semplici rivestimenti, ma veri elementi di atmosfera e di funzione. Qui la finitura a calce non è un’aggiunta ornamentale, ma un componente architettonico che definisce lo spazio e ne regola l’esperienza sensoriale. In cucina, il tadelakt è stato adottato per una parete grigia continua, dove la finitura liscia e morbida prende il posto della piastrella o di superfici più convenzionali. Il risultato è una superficie che appare quasi “pittura minerale”, ma mantiene tutte le qualità proprie del rivestimento a calce: profondità, variazione tonale legata alla luce naturale, e una texture che invita al contatto. Questa parete non separa semplicemente spazi: ne modula la percezione, facendo sì che la cucina diventi un ambiente dove la materia e la luce si incontrano in modo armonico. Nel bagno, e in particolare intorno alle pareti principali, la tecnica viene sfruttata nella sua qualità storica più apprezzata: la capacità di creare superfici continue e impermeabili senza giunti o fughe visibili. Qui il tadelakt definisce le pareti come un’unica membrana materica che avvolge lo spazio, restituendo una sensazione di unità e di integrità.
#3 House One
Porto, Portogallo
STUDIO: Bak Gordon
Nel progetto House 1 a Porto firmato dallo studio Ricardo Bak Gordon, il tadelakt diventa uno strumento chiave della tensione materica e spaziale dell’abitazione. Qui l’architettura dialoga con superfici che non sono semplici rivestimenti: sono piani che attraversano la luce, segnano la profondità delle stanze e modulano l’esperienza dell’abitare. Nella vasta zona giorno, il tadelakt è stato applicato in modo esteso sulle pareti principali, lavorando in sintonia con gli elementi strutturali e i volumi aperti del progetto. Non si tratta di un intervento puntuale, ma di un gesto coerente: le superfici in tadelakt accompagnano lo sguardo e l’uso quotidiano, restituendo un effetto di continuità tra interno ed esterno e tra il carattere materico della casa e la sua atmosfera luminosa. La finitura morbida e levigata, ottenuta attraverso il gesto artigianale tipico della tecnica, dona alle pareti una qualità tattile che dialoga con la luce naturale, generando sfumature e profondità che cambiano durante il giorno.
#2 Antica Finca
Maiorca, Spagna
STUDIO: Terra Coll Home
Nel progetto Farmhouse di Terra Coll Home, a Mallorca, il tadelakt viene utilizzato come materiale architettonico vero e proprio, non come semplice finitura. La ristrutturazione di questa casa rurale storica lavora per sottrazione, lasciando che siano le superfici a definire lo spazio e il ritmo degli ambienti. Nella zona giorno, il tadelakt riveste le pareti principali con una superficie continua e materica, capace di dialogare con la pietra esistente e con i volumi essenziali dell’architettura. La finitura è sobria, naturale, priva di effetti decorativi forzati: il valore sta nella luce che scorre sulle superfici e nella percezione tattile della calce lavorata a mano. Qui il tadelakt non cerca impermeabilità, ma profondità e coerenza materica. Nel bagno, e in particolare nella doccia, la tecnica viene portata alla sua funzione più specifica. Il tadelakt riveste interamente il volume della doccia, creando una superficie impermeabile, continua e priva di giunti. Pareti e piani si fondono in un unico involucro minerale, in cui la finitura lucidata e trattata secondo tradizione garantisce protezione dall’acqua senza ricorrere a piastrelle o rivestimenti aggiuntivi.
#1 Birth Room
STUDIO: DeMachinas
Nel progetto Birth Space dell’architetta Anna Heringer, realizzato presso il Women’s Museum Hittisau ad Hittisau, Austria, il tadelakt viene utilizzato in modo radicale e profondamente sensoriale, spingendo la tecnica oltre la semplice superficie decorativa per farne paesaggio materiale di esperienza umana. In questo spazio dedicato alla nascita e ai sensi, il rivestimento in tadelakt non copre soltanto le pareti in senso formale: avvolge, accoglie e registra il corpo. Qui, chi entra non si limita a osservare la superficie; la tocca, vi si siede, vi si adagia, la sperimenta con il proprio peso, con la temperatura e con il contatto diretto della pelle. È un uso della materia che esprime pienamente ciò che la tecnica del tadelakt può offrire quando viene trattata come elemento architettonico totale, non come ornamento. Questo uso spinto della tecnica come rivestire interamente una stanza di esperienza fisica, mette in luce due aspetti fondamentali del tadelakt: da una parte la capacità funzionale di gestire l’umidità, la durevolezza e l’igiene; dall’altra la qualità tattile della superficie, che risponde al contatto come materia viva, mai fredda o distante. In uno spazio concepito per un rito umano profondo come quello della nascita, la materia non è neutra: è co-protagonista dell’esperienza, restituisce calma, densità e un senso di protezione.



