• Aziz Rest House

Il Tadelakt Premiato agli A’ Design Award 2025

Nel panorama dei premi internazionali di architettura del 2025, tra progetti ipertecnologici e sperimentazioni digitali, sorprende e insieme conferma una tendenza ormai evidente: tornare alla materia, alla mano, alle tecniche antiche. Tra i riconoscimenti assegnati quest’anno dall’A’ Design Award, uno in particolare racconta questa direzione con rara chiarezza. La Aziz Rest House viene premiata nella categoria Innovative Architecture Designs e tra i molti elementi che definiscono il progetto, uno emerge con particolare forza: la scelta di utilizzare il tadelakt come una delle finiture protagoniste dell’architettura. Applicato nella sua forma autentica con calce naturale marocchina, lavorazione manuale, sigillatura con sapone all’olio d’oliva e colorato con l’ocra rossa del Marocco per ottenere il celebre rosso Marrakech, il tadelakt non diventa un semplice rivestimento, ma uno strumento progettuale. In dialogo con volumi ispirati all’architettura cicladica e ai motivi najdi, questa antica tecnica contribuisce a costruire l’identità climatica e culturale della casa premiata nel 2025.

La Aziz Rest House di Sara Harhash

La Aziz Rest House nasce come un esercizio di sintesi tra mondi diversi. Alla base del progetto della sua progettista, concepito come rifugio climatico prima ancora che come oggetto formale, c’è la volontà di costruire un’architettura profondamente radicata nel luogo, capace di assorbire suggestioni mediterranee, arabe e nordafricane senza trasformarle in citazioni letterali. I volumi compatti e le masse scolpite richiamano l’architettura cicladica, con il suo rapporto essenziale tra pieni e vuoti, luce e ombra. Allo stesso tempo, nei disegni geometrici e nella composizione delle facciate affiorano riferimenti alla cultura najdi, reinterpretata in chiave contemporanea attraverso un linguaggio sobrio e misurato. Il risultato non è un collage stilistico, ma un’architettura coerente, costruita per rispondere prima di tutto al clima e al paesaggio.

Schema di Lavoro della Aziz Rest House

Schema del progetto della Aziz Rest House

La scelta dei materiali segue la stessa logica. Intonaci minerali, superfici continue, cromie terrose compongono una palette volutamente limitata, pensata per dialogare con la luce intensa e con le variazioni cromatiche del cielo e del suolo. Le texture non cercano la perfezione industriale, ma lasciano affiorare leggere vibrazioni, segni della lavorazione manuale e della materia naturale. È in questo quadro che si inserisce il tadelakt. Utilizzato principalmente nelle superfici esterne, il tadelakt non viene adottato come elemento decorativo isolato, ma come parte integrante della strategia costruttiva dell’edificio. La sua impermeabilità naturale, ottenuta attraverso la lavorazione a mano della calce e la sigillatura con sapone nero marocchino, risponde in modo diretto alle esigenze climatiche del progetto, proteggendo le facciate e contribuendo alla durabilità delle superfici.

Aziz Rest House soggiorno

Aziz Rest House – Interni

La scelta cromatica rafforza questo legame con la tradizione. Il tadelakt viene colorato con ocra rossa del Marocco, dando alle facciate il tono profondo del rosso Marrakech, un colore che appartiene da secoli al paesaggio urbano della città imperiale. In questo modo la finitura non si limita a risolvere un problema tecnico, ma diventa uno strumento di continuità culturale, capace di radicare un’architettura contemporanea in una memoria materiale condivisa. Accanto al tadelakt, altri materiali naturali completano l’equilibrio del progetto: intonaci traspiranti, superfici in legno, elementi ombreggianti pensati per modulare l’irraggiamento solare e favorire la ventilazione naturale. Ogni scelta contribuisce a costruire un edificio che non si limita a “funzionare”, ma che cerca una relazione costante con il clima e con il ritmo del giorno.

Un Premio all’Innovazione che Valorizza la Tradizione

Il riconoscimento ottenuto dalla Aziz Rest House agli A’ Design Award 2025 si inserisce in un contesto preciso. Il premio, tra i più seguiti nel panorama internazionale del design e dell’architettura, valuta ogni anno migliaia di progetti attraverso una giuria composta da architetti, accademici e professionisti del settore, chiamati a giudicare non solo la qualità formale ma anche l’impatto ambientale, l’uso responsabile dei materiali e la capacità di innovare nel rispetto del contesto. Nella categoria Innovative Architecture Designs, il progetto è stato selezionato per la sua coerenza complessiva: una casa capace di rispondere al clima attraverso soluzioni passive, di integrare riferimenti culturali diversi e di costruire un linguaggio architettonico riconoscibile senza ricorrere a gesti spettacolari. In questo quadro, l’impiego consapevole di materiali tradizionali ha avuto un peso determinante.

Negli ultimi anni, i premi internazionali mostrano una tendenza sempre più chiara: valorizzare architetture che riducono la dipendenza da sistemi meccanici e riscoprono tecniche antiche adattandole a esigenze contemporanee. La Aziz Rest House si colloca esattamente in questa direzione. La presenza del tadelakt, utilizzato nelle superfici esterne per le sue qualità impermeabili e traspiranti, diventa così un segnale preciso di questa evoluzione. Senza essere al centro della narrazione ufficiale del premio, il tadelakt rappresenta uno degli elementi che rendono il progetto emblematico. Non come citazione folkloristica, ma come scelta tecnica coerente con i criteri di sostenibilità, durabilità e controllo climatico che la giuria ha voluto riconoscere. In questo senso, il premio alla Aziz Rest House può essere letto anche come un riconoscimento indiretto al tadelakt e alle antiche tecniche di decorazione.

FOTO e SORGENTI: behance.netadesignaward.comarchdaily.com