• Stile Arredamento Marocchino

Lo Stile di Arredamento Marocchino

Lo stile di arredamento marocchino non nasce come esercizio decorativo. È il risultato di una lunga stratificazione culturale, di un modo preciso di costruire e abitare lo spazio in dialogo con il clima, la luce, i materiali disponibili. Nel corso dei secoli, le case marocchine hanno sviluppato un vocabolario coerente fatto di superfici continue, corti interne, volumi pieni e ombre profonde. Elementi come il tadelakt, lo zellige, il legno intagliato o le fibre intrecciate non sono semplici finiture: sono strumenti costruttivi, pensati per regolare il microclima, filtrare la luce, proteggere l’intimità domestica. Oggi questo patrimonio viene spesso reinterpretato in chiave contemporanea. Dagli interni dei riad restaurati a Marrakech e Rabat fino ai progetti europei che adottano tecniche tradizionali in contesti minimalisti, lo stile marocchino continua ad affascinare ed ispirare in ogni angolo del mondo.

Le Origini dell’Abitare Marocchino

Come detto, lo stile marocchino non appartiene a una sola tradizione, ma è il risultato di una lunga storia di incontri e contaminazioni che hanno lasciato tracce profonde nell’architettura e nell’arredo. Il primo strato è quello berbero, legato alle popolazioni amazigh che abitavano il territorio molto prima dell’arrivo dell’Islam. Da qui derivano l’uso della terra cruda, della pietra, delle superfici spesse, dei volumi compatti e di un’architettura fortemente adattata al clima. La casa nasce come rifugio, come luogo protetto dal caldo e dal vento, con pochi segni superflui e una forte attenzione alla materia.

Cortile Riad in Tadelakt rosso marrakech

Tradizionale Riad Marocchino

Con l’arrivo della cultura arabo-islamica, a partire dall’VIII secolo, si introduce una nuova visione dello spazio domestico. Il modello della casa a corte, il riad, si afferma come forma ideale dell’abitare urbano. La disposizione introversa, il patio centrale, la fontana, il giardino chiuso diventano elementi fondamentali, non solo per il comfort climatico ma per una concezione spirituale dello spazio.

Un ruolo decisivo lo gioca poi l’eredità andalusa. Dopo la caduta di Al-Andalus, tra il XIII e il XV secolo, migliaia di artigiani, architetti e intellettuali musulmani ed ebrei si rifugiano in Marocco portando con sé un patrimonio raffinato di tecniche decorative: lo zellige geometrico, il legno intagliato, gli stucchi scolpiti, le proporzioni armoniche derivate dall’arte ispano-moresca. È in questo periodo che città come Fès e Marrakech sviluppano quel linguaggio ornamentale che oggi consideriamo tipicamente marocchino.

Zona di Relax in Stile Marocchino

Zona di Relax in Stile Marocchino

Nei secoli successivi, l’influenza ottomana e poi quella europea, in particolare francese durante il Protettorato, aggiungono nuovi livelli: mobili bassi reinterpretati, tessuti, nuove tipologie di salotti e sale di ricevimento. Ma, a differenza di molti contesti coloniali, queste influenze non cancellano la tradizione locale. Vengono assorbite, filtrate, adattate. Da questa stratificazione nasce uno stile unico. Un linguaggio in cui l’arredo non è mai indipendente dall’architettura marocchina, dove sedute, nicchie, panche e piattaforme spesso nascono direttamente dalle pareti, e dove ogni scelta materiale risponde insieme a una funzione climatica, a un sapere artigianale e a una visione culturale dello spazio.

Materiali e Superfici

Nello stile marocchino i materiali non rivestono lo spazio: lo costruiscono. È forse questa la differenza più profonda rispetto a molte tradizioni decorative occidentali. Pareti, sedute, nicchie, piattaforme, tavoli bassi e persino camini nascono spesso dalla stessa sostanza delle murature, in una continuità che rende difficile separare architettura e arredo. Il caso più emblematico è quello delle superfici in calce, in particolare il tadelakt. Storicamente utilizzato per bagni, hammam e fontane, questo intonaco lucido viene impiegato anche negli spazi di rappresentanza: salotti, sale di ricevimento, alcove. Non solo come rivestimento murario, ma per modellare elementi fissi dell’arredo come panche integrate, sedute scavate, basamenti continui, creando ambienti in cui il mobilio sembra nascere direttamente dalle pareti. La scelta non è mai puramente estetica: la traspirabilità della calce, la sua inerzia termica e la facilità di manutenzione ne fanno un materiale ideale per gli spazi di lunga permanenza.

Salotto esterno in tadelakt naturale

Salotto Esterno in tadelakt naturale

Accanto alla calce, un ruolo centrale è svolto dallo zellige, il mosaico di piastrelle smaltate tagliate a mano. Nel contesto dell’arredamento marocchino lo zellige non è solo decorazione murale: diventa piano di tavoli, superfici di panche, alzate di sedute, fondale di nicchie e fontane interne. La geometria ripetitiva, costruita secondo regole matematiche precise, introduce ritmo e profondità visiva senza ricorrere a immagini figurative, in accordo con la tradizione islamica.

Il legno intagliato completa questo sistema materico. Porte, soffitti, schermature, ma anche schienali, tavolini bassi e cornici di sedute sono spesso realizzati in cedro o noce, lavorati a mano con motivi che derivano dall’arte andalusa. Nell’arredo il legno ha una funzione doppia: strutturale e ornamentale. È l’elemento che introduce calore e tattilità in ambienti dominati da superfici minerali.

Ingresso Riad Marocchino

Ingresso Riad Marocchino

Il ferro battuto e il bronzo lavorato compaiono invece negli elementi mobili e nella luce: lanterne, lampade sospese, griglie, piccoli tavoli. Più che definire volumi, costruiscono ombre. Nello stile marocchino l’illuminazione non è mai diretta: filtra attraverso trafori, crea disegni sulle pareti, accompagna le superfici in calce e le ceramiche smaltate con un sistema di riflessi e penombre che fa parte integrante dell’arredo.

A questi materiali si aggiungono le fibre naturali come lana, cotone, palma e giunco presenti in tappeti berberi, cuscini, pouf, tende leggere. Qui l’arredo diventa mobile, stratificato, pensato per essere spostato, accumulato, ricomposto a seconda dell’uso e delle stagioni. I tessuti non completano semplicemente lo spazio: ne modulano il comfort, l’acustica, la percezione termica. Ciò che rende unico questo sistema non è la singola materia, ma il modo in cui viene combinata. Superfici continue in calce, inserti ceramici, legni intagliati e tessuti stratificati costruiscono un equilibrio tra pieni e vuoti, tra superfici lisce e texture complesse.

Colori, Luci e Geometrie

Nel linguaggio dell’arredamento marocchino colore, luce e ornamento formano un sistema unitario, regolato da principi estetici e simbolici precisi. La scelta cromatica non nasce da preferenze arbitrarie, ma da una tradizione legata al territorio, ai materiali e alla cultura figurativa islamica.

La base cromatica degli interni è affidata alle superfici in calce lasciate in tonalità naturali: bianco caldo, avorio, sabbia, ocra chiaro. Questi fondi neutri costituiscono lo sfondo principale degli ambienti domestici e permettono di controllare la luminosità negli spazi fortemente esposti al sole. In molte regioni del sud, in particolare nell’area di Marrakech, Marocco, compaiono anche campiture in rosso ossido, il cosiddetto rouge de Marrakech, ottenuto da terre locali ricche di ferro.

Stanza con camino in tadelakt rosso chiaro

Stanza in Tadelakt Rosso Marrakech

Su questa base si innestano accenti cromatici più intensi, spesso legati a pigmenti minerali tradizionali. Il blu di Fès, ottenuto storicamente dall’indaco, viene utilizzato per porte, nicchie e serramenti; il verde smeraldo, colore associato simbolicamente all’Islam, compare in zellige e ceramiche smaltate; il nero manganesio e il giallo zafferano completano una palette ridotta ma estremamente riconoscibile.

Un ruolo centrale è svolto dalla geometria ornamentale, il sistema decorativo basato su reticoli matematici, stelle e poligoni intrecciati. Questi motivi, applicati nello zellige, negli intagli lignei (zouaq) e negli stucchi scolpiti (gebs), rispondono a regole proporzionali precise derivate dalla matematica araba medievale. Nell’arredo vengono utilizzati in punti selezionati: pavimenti di sale di ricevimento, pareti di fondo, fronti di panche, piani di tavolini, con la funzione di strutturare visivamente lo spazio senza introdurre immagini figurative.

Parete in Zellige e Stucco Marocchino

Parete Geometrica in Zellige e Stucco Marocchino

Accanto alla geometria compaiono motivi vegetali stilizzati, noti come arabeschi (tawrîq), presenti soprattutto negli stucchi e nei legni intagliati delle zone più rappresentative della casa. Il loro impiego è sempre controllato: mai diffuso, ma concentrato su cornici, nicchie, architravi e soffitti. Il trattamento della luce segue regole altrettanto codificate. Le aperture verso l’esterno sono ridotte e schermate; la principale fonte luminosa è il patio centrale, che distribuisce una luce verticale e filtrata. Questo sistema influenza direttamente l’arredamento: superfici opache, colori stabili, assenza di finiture lucide eccessive. L’illuminazione artificiale è affidata a lanterne in metallo traforato, dette mashrabiyya, e a lampade in vetro colorato, progettate per diffondere una luce indiretta e per creare campi luminosi localizzati.

Arredi e Tessuti

Lo stile di arredamento marocchino possiede un vocabolario preciso, fatto di oggetti, materiali e tipologie che si sono consolidate nel tempo e che ancora oggi definiscono l’identità degli interni. Più che mobili nel senso occidentale, si tratta spesso di elementi ibridi, a metà tra architettura e arredo, nati per adattarsi a una cultura dell’abitare informale e flessibile.

Il sistema di seduta tradizionale prende forma attorno alla sedda o mastaba, la panca in muratura che corre lungo le pareti dei salotti e delle sale di ricevimento. Rivestita in tadelakt o zellige, completata da materassi sottili e cuscini, la sedda costituisce l’ossatura dello spazio conviviale. Nei contesti urbani più raffinati questo sistema evolve nel diwan, una seduta continua imbottita che definisce il perimetro della stanza e sostituisce il divano occidentale. I tavolini bassi, centrali nella composizione del soggiorno, sono spesso realizzati in legno intagliato o metallo cesellato. Tra le tipologie più diffuse compaiono i tavoli pieghevoli detti mida o tabla, utilizzati per il tè e i pasti informali, e i vassoi rotondi in ottone o alpacca appoggiati su supporti incrociati, che possono essere facilmente spostati e riconfigurati.

Tradizionali Sedute Marocchine

Tradizionali Sedute Marocchine

Il legno utilizzato per porte, arredi e soffitti appartiene a essenze locali o storicamente importate. Il più pregiato è il cedro dell’Atlante, impiegato per intagli, schienali, pannellature e soffitti grazie alla sua resistenza e al profumo naturale. Accanto al cedro si usano il noce, il thuya (una conifera tipica del sud del Marocco, apprezzata per le venature calde) e, nei contesti più semplici, il pioppo o il palissandro per piccoli arredi e tavolini. Accanto al legno, il sistema degli arredi mobili comprende elementi fortemente caratteristici come i pouf in pelle (talvolta chiamati poufs de Fès), cuciti a mano con pellami conciati naturalmente, gli sgabelli bassi detti kursi, e i tavolini ottagonali intarsiati, eredità diretta della tradizione andalusa.

Tradizionali Tessuti Marocchini

Tradizionali Tessuti Marocchini

Un capitolo a parte riguarda i tessuti e i tappeti, che nello stile marocchino svolgono una funzione sia decorativa sia spaziale. I più noti sono i tappeti Beni Ouarain, provenienti dalle tribù berbere del Medio Atlante, riconoscibili per il fondo avorio in lana naturale e i motivi geometrici neri o bruni. Accanto a questi si trovano i tappeti Azilal, più colorati e liberi nel disegno, i Boucherouite, realizzati con strisce di tessuti riciclati, e i tappeti Zanafi e Kilim berberi, caratterizzati da trame piatte e motivi grafici essenziali. I tessuti per cuscini e rivestimenti derivano spesso da lane filate a mano e cotoni grezzi, con ricami eseguiti secondo tradizioni regionali precise. Nei salotti più formali compaiono velluti di Fès, broccati e sete leggere, utilizzati per rivestire schienali, baldacchini e tende interne.

Oggetti e Dettagli

Avere pareti in tadelakt, superfici in zellige, legni intagliati e stucchi scolpiti è il modo più diretto per costruire un interno in autentico stile marocchino. Ma è nei dettagli che questo linguaggio trova la sua completezza. Gli oggetti non svolgono un ruolo ornamentale secondario: sono parte integrante della cultura dell’abitare, strumenti d’uso quotidiano che, una volta collocati nello spazio, trasformano l’architettura in ambiente vissuto.

Uno dei primi segni riconoscibili è il sistema tradizionale legato al tè alla menta, vero rito domestico marocchino. Al centro compare quasi sempre il berrad, la teiera metallica a becco lungo, in ottone o alpacca, spesso incisa a mano. È accompagnata dai piccoli bicchieri in vetro colorato o decorato, e dal grande vassoio circolare utilizzato per il servizio. Questo insieme non resta confinato alla cucina: trova posto nei salotti, sui tavolini bassi o nelle nicchie, diventando un oggetto identitario prima ancora che funzionale.

Teiera Marocchina

Tradizionale Teiera Marocchina

Accanto al tè, la cucina entra spesso simbolicamente nello spazio giorno attraverso un altro oggetto emblematico: il tajine. La pentola in terracotta dal coperchio conico, utilizzata per la cottura lenta, viene frequentemente esposta su mensole, credenze o nicchie come elemento decorativo. Nei contesti più raffinati compaiono tajine smaltati di Fès o Safi, con motivi geometrici o vegetali che dialogano con lo zellige delle pareti.

Tadelakt soggiorno milano

Tradizionale Tajine Marocchina

L’illuminazione introduce un altro gruppo di oggetti fondamentali. Le lanterne in metallo traforato, costituiscono uno dei segni più riconoscibili dell’arredo marocchino. Realizzate in ottone, rame o ferro, possono essere sospese, appoggiate a terra o utilizzate come porta-candele. I trafori geometrici e floreali proiettano motivi sulle superfici circostanti e costruiscono una luce indiretta, sempre frammentata, mai uniforme.

Tradizionale Lampade Berbere Marocchine

Tradizionale Lampade Berbere Marocchine

Tra i piccoli arredi mobili spiccano i tavolini bassi ottagonali realizzati in legno intagliato o intarsiato secondo la tradizione andalusa. Accanto a questi compaiono vassoi cesellati in ottone o rame, utilizzati sia come piani di servizio sia come elementi da parete. Il vassoio inciso, appoggiato su un supporto pieghevole o semplicemente esposto, è uno degli oggetti più ricorrenti negli interni tradizionali.

Tavolini Ottagonali Intagliati Marocchini

Tavolini Ottagonali Intagliati Marocchini

Un altro elemento quasi immancabile è il pouf in pelle, noto nelle versioni artigianali come pouf di Fès. Realizzato con pellami conciati naturalmente e cuciti a mano, il pouf svolge una funzione multipla: seduta occasionale, poggiapiedi, piano d’appoggio. La sua presenza introduce una dimensione informale e flessibile che caratterizza profondamente il salotto marocchino.

Pouf in Pelle Marocchini

Pouf in Pelle Marocchini

Specchi con cornici in legno intagliato o in ottone cesellato completano spesso le pareti principali. Non hanno solo una funzione pratica: amplificano la luce, moltiplicano le superfici decorative e riprendono i motivi geometrici presenti nei pannelli lignei e negli stucchi. Nei contesti più tradizionali compaiono anche piccoli pannelli intagliati, chiamati zouaq, derivati dalla tradizione dei soffitti dipinti e adattati come elementi decorativi murali.

Ricreare lo Stile di Arredamento Marocchino

Per chi oggi, in Italia e nel mondo, desidera ricreare un piccolo angolo di Marocco nella propria casa, le linee guida appaiono ormai chiare. Superfici continue in tadelakt, inserti in zellige, legni intagliati, sedute basse, tappeti berberi, lanterne in metallo, un servizio da tè appoggiato su un tavolino basso. Sono questi gli elementi che permettono di riconoscere immediatamente un interno ispirato alla tradizione marocchina. Ma fermarsi a questo repertorio sarebbe riduttivo.

Lo stile marocchino non coincide con un insieme di oggetti iconici né con una palette di colori esotici. È, prima di tutto, una cultura dell’abitare costruita nel tempo, fondata su gesti artigianali, su materiali locali, su un rapporto diretto tra spazio, corpo e clima. Le vere radici di questo linguaggio non si trovano soltanto nei riad restaurati di Marrakech, Marocco, o negli interni fotografati sulle riviste internazionali, ma soprattutto nelle botteghe anonime, nei laboratori familiari, nei villaggi dell’Atlante e del sud, dove ancora oggi si producono tappeti, ceramiche, legni intagliati e oggetti d’uso secondo tecniche tramandate da generazioni.

Molti degli elementi più autentici dello stile marocchino provengono proprio da queste realtà minori, spesso quasi sconosciute fuori dai circuiti turistici: tessuti tessuti a mano in piccoli centri montani, ceramiche modellate in forni tradizionali, contenitori in palma intrecciata, utensili in metallo battuto che non portano firma né marchio. Oggetti imperfetti, irregolari, ma portatori di una densità culturale che nessuna replica industriale può restituire. Ricreare oggi uno spazio ispirato al Marocco significa allora fare una scelta più profonda. Non copiare uno stile, ma adottarne i principi: privilegiare materiali naturali, superfici continue, arredi flessibili, luce controllata, oggetti scelti per la loro storia prima ancora che per la loro forma.