• Casa Olivar Tadelakt Madrid

Casa Olivar – Il Tadelakt in un’Appartamento di Madrid

Casa Olivar è la ristrutturazione di un piccolo appartamento nel centro di Madrid, progettata da Matteo Ferrari Studio in collaborazione con Carlota Gallo. L’intervento riguarda un’abitazione ordinaria per dimensioni e tipologia, affrontata però come un progetto unitario, dove architettura e materiali sono pensati insieme fin dall’inizio. Il lavoro non punta a una trasformazione spettacolare. L’obiettivo dichiarato, come emerge dalle diverse pubblicazioni del progetto, è costruire un interno essenziale e coerente, capace di durare nel tempo e di funzionare nella vita quotidiana, evitando soluzioni decorative o temporanee.

Il Progetto dello Studio Matteo Ferrari

Il cuore del progetto di Casa Olivar non è la distribuzione spaziale, ma la scelta dei materiali e il modo in cui questi vengono usati. Matteo Ferrari Studio imposta l’intervento come una riflessione sulla bioarchitettura applicata agli interni, lavorando con pochi elementi, tutti naturali o a basso impatto, scelti per le loro qualità fisiche prima ancora che estetiche.

Uno dei materiali centrali è la terracotta artigianale, utilizzata per pavimenti e superfici continue. Le piastrelle, realizzate a mano, presentano variazioni cromatiche e irregolarità che vengono volutamente mantenute. Non c’è l’intenzione di “correggere” il materiale: al contrario, la sua imperfezione diventa parte del progetto. Questa scelta riduce l’uso di finiture industriali e introduce una materia che lavora bene con il tempo e con l’usura.

Casa Olivar soggiorno con amaca

Casa Olivar – soggiorno con amaca

Alle superfici in terracotta si affiancano intonaci minerali, scelti per la loro traspirabilità e per la capacità di migliorare il microclima interno. Le pareti non sono trattate come fondali neutri, ma come superfici attive, capaci di assorbire e restituire luce in modo morbido. È un approccio tipico dell’edilizia sostenibile applicata agli interni, dove il comfort non è demandato solo agli impianti.

Il legno è presente in modo misurato, utilizzato soprattutto per elementi fissi e arredi integrati. Anche in questo caso si tratta di essenze naturali, lasciate leggere nella loro texture, senza verniciature coprenti. Il metallo, quando compare, è ridotto all’essenziale: dettagli funzionali, profili sottili, componenti che non competono con i materiali principali.

Casa Olivar cucina tadelakt

Casa Olivar – cucina

Nel complesso, il progetto si colloca chiaramente nel campo della bioedilizia urbana: non attraverso soluzioni tecnologiche evidenti, ma tramite un uso consapevole di materiali naturali, artigianali e durevoli. Casa Olivar diventa così un esempio concreto di come anche un piccolo appartamento possa essere ripensato secondo principi di sostenibilità, senza rinunciare a precisione progettuale e qualità architettonica.

Il Tadelakt nella Cucina di Casa Olivar

In Casa Olivar, il tadelakt non è interessante per quanto viene utilizzato, ma per come e dove viene introdotto. Non compare nei bagni né negli ambienti umidi, come accade più spesso, ma entra in uno spazio domestico diverso: la cucina. Il tadelakt è applicato sulla parete retrostante il piano di lavoro, diventando uno sfondo materico continuo che accompagna l’uso quotidiano della cucina. La scelta è misurata e consapevole: non riveste l’intera parete fino al soffitto, ma si interrompe e sfuma verso l’alto, lasciando emergere progressivamente l’intonaco grezzo sottostante. Questo passaggio non è netto, ma graduale, quasi impercettibile.

Casa Olivar parete in tadelakt cucina

Casa Olivar – parete in tadelakt naturale

La possibilità di lavorare in questo modo è legata anche alle altezze importanti dell’appartamento. I soffitti alti consentono di evitare una chiusura completa della superficie e di usare il tadelakt come elemento di transizione, non come rivestimento totalizzante. La parete diventa così una superficie stratificata, dove il materiale non si impone ma dialoga con ciò che lo circonda.

Dal punto di vista cromatico, il tadelakt è scelto in tonalità naturale che si lega direttamente al piano di lavoro della cucina. Non c’è contrasto, ma continuità: colore e materia costruiscono un insieme coerente, in cui superfici verticali e orizzontali sembrano appartenere allo stesso gesto progettuale. In questo contesto, il tadelakt lavora più come materiale di designche come soluzione tecnica.

Casa Olivar - dettaglio parete in tadelakt

Casa Olivar – dettaglio parete in tadelakt

In un progetto firmato da Matteo Ferrari Studio, questa scelta racconta bene l’approccio generale: usare materiali tradizionali in modo non convenzionale, sfruttandone le qualità fisiche e visive senza ricorrere a soluzioni prevedibili. Qui il tadelakt non serve a evocare un immaginario specifico, ma a costruire un’esperienza visiva e materica che rende la cucina uno degli spazi più riconoscibili e riusciti dell’intero appartamento.

Il Tadelakt nel Minimalismo Moderno

Casa Olivar è un progetto che lavora per sottrazione, controllo e coerenza, tipico del minimalismo. L’intervento non cerca effetti immediati, ma costruisce qualità attraverso materiali naturali, superfici continue e scelte che resistono nel tempo. È un esempio di come la bioarchitettura possa entrare anche negli interni urbani, non come dichiarazione ideologica ma come pratica quotidiana.

In questo contesto, l’uso del tadelakt assume un significato particolare. In Spagna, e soprattutto in una città come Madrid, collocata nell’entroterra e lontana dalle influenze dirette del Mediterraneo e del Nord Africa, ci si potrebbe aspettare una maggiore diffusione di questo materiale, data la vicinanza geografica con il Marocco. In realtà, il tadelakt resta poco utilizzato, e compare quasi sempre in contesti molto specifici o legati agli ambienti umidi.

Proprio per questo, la scelta fatta in Casa Olivar è ancora più interessante. Qui il tadelakt non è introdotto per tradizione né per continuità culturale, ma come materiale di progetto, selezionato per le sue qualità visive, per la sua capacità di lavorare con la luce e per la sua versatilità. La sua applicazione nella cucina, con una superficie che sfuma nell’intonaco grezzo, lo allontana definitivamente da qualsiasi lettura convenzionale.