Casa West Village – Una Bagno in Tadelakt a New York

Il progetto riguarda un duplex all’interno di una townhouse storica nel West Village, a Manhattan. Siamo a West Village, in un edificio di dimensioni contenute, circa 70 metri quadrati distribuiti su due livelli, ristrutturato per un uso residenziale contemporaneo senza alterare la struttura originaria. L’intervento è firmato da Matiz Architecture & Design, studio con sede a New York guidato da Juan Matiz, con il contributo progettuale di Nathalie Goris per le scelte di interior e di dettaglio. L’obiettivo dichiarato non è la trasformazione radicale dell’edificio, ma una riorganizzazione precisa degli spazi e una riduzione consapevole della palette dei materiali, in linea con una sensibilità nord-europea applicata a un contesto urbano molto denso come quello di New York.

Il Progetto di Nathalie Goris

La casa si sviluppa come duplex verticale, con una scelta distributiva non scontata: le funzioni vengono in parte invertite rispetto allo schema classico della townhouse newyorkese. La zona giorno occupa il livello superiore, più luminoso, mentre le funzioni private trovano spazio al piano inferiore. Questa decisione permette di sfruttare meglio l’apporto di luce naturale e di ridurre la frammentazione interna.

Duplex New York soggiorno by Matiz Architecture

Duplex New York soggiorno by Matiz Architecture

Dal punto di vista strutturale, l’intervento lavora per sottrazione. Le travi originali vengono lasciate a vista, così come alcune murature in mattoni, successivamente dipinte di bianco. Non ci sono controsoffitti né rivestimenti superflui: la struttura esistente resta leggibile e diventa parte del linguaggio interno.

I pavimenti sono realizzati in tavole larghe di legno chiaro, con una finitura sbiancata che contribuisce a uniformare gli ambienti e a riflettere la luce. La scala interna è uno degli elementi centrali del progetto: i gradini sono in white oak, con una struttura metallica nascosta che consente un disegno molto sottile, quasi sospeso. Non è un gesto formale, ma una soluzione tecnica che libera spazio visivo in un volume ridotto.

Duplex New York by Matiz Architecture

Duplex New York by Matiz Architecture

La cucina è trattata come un elemento integrato, senza stacchi netti rispetto al soggiorno. I piani di lavoro sono in Kerrock Polar White, un solid surface scelto per continuità cromatica e facilità di manutenzione, mentre gli arredi su misura sono stati realizzati in collaborazione con Belmans Interieurprojecten, azienda belga specializzata in falegnameria di precisione. Anche qui, il disegno è essenziale, privo di maniglie evidenti o dettagli decorativi.

Nel complesso, il progetto si costruisce attraverso scelte controllate: pochi materiali, tutti chiaramente riconoscibili; nessun elemento ridondante; una forte attenzione alle proporzioni e alla qualità delle superfici. È su questa base, già molto definita, che alcune finiture specifiche assumono un ruolo determinante negli ambienti più intimi della casa.

Il Tadelakt nel Duplex di New York

Il tadelakt compare nel bagno, ed è una scelta circoscritta, non decorativa. Viene utilizzato per il rivestimento continuo delle pareti e per la realizzazione di un lavabo integrato, modellato direttamente in opera. Nel bagno, le superfici sono ridotte e prive di articolazioni inutili. Il tadelakt lavora per continuità: elimina fughe, stacchi e giunzioni visibili, e permette di mantenere una lettura compatta del volume. La finitura è chiara, coerente con il resto della palette dell’appartamento, ma leggermente più calda rispetto ai bianchi netti utilizzati altrove. Questo scarto minimo serve a distinguere l’ambiente senza introdurre un nuovo linguaggio.

Bagno in Tadelakt by Matiz Architecture

Bagno in Tadelakt by Matiz Architecture

Il lavabo, realizzato nello stesso materiale delle pareti, non è un oggetto aggiunto ma una estensione della superficie. La forma è semplice, quasi geometrica, e segue la logica costruttiva del tadelakt: spessori controllati, raggi morbidi, nessuna ricerca di effetto. La scelta evita l’inserimento di ceramiche o solid surface che avrebbero interrotto la continuità visiva del bagno.

L’applicazione è stata affidata a Sobro Studio Surfaces, laboratorio specializzato con sede a New York. Questo dato spiega la qualità della resa finale: il tadelakt non appare come un rivestimento “imitato” o adattato, ma come una lavorazione coerente, ben calibrata sul contesto e sulle dimensioni ridotte dell’ambiente.

Lavandino in tadelakt by Matiz Architecture

Lavandino in tadelakt by Matiz Architecture

In questo progetto il tadelakt non serve a evocare atmosfere esotiche né a richiamare una tradizione in modo esplicito. Serve, più concretamente, a risolvere un bagno piccolo con un’unica superficie continua, resistente all’acqua, facilmente leggibile e in linea con il rigore complessivo della casa.

Design e Tadelakt nel Mondo

Questa townhouse nel West Village è un progetto costruito su equilibrio e misura. Ogni scelta segue una logica precisa, senza concessioni decorative. Il tadelakt si inserisce in questo quadro in modo puntuale. Non definisce l’identità dell’intervento, ma ne rafforza un passaggio chiave: il bagno diventa uno spazio compatto, coerente, privo di elementi estranei. È un uso competente del materiale, legato a una funzione specifica e a una reale esigenza spaziale. Progetti come questo mostrano come il tadelakt, quando usato con controllo e senza enfasi, possa funzionare perfettamente anche in contesti urbani densi e in abitazioni di piccola scala. Non come dichiarazione di stile, ma come scelta tecnica consapevole, inserita in un disegno più ampio e già molto solido.