Il Tadelakt è un’antica tecnica di decorazione marocchina a base di calce ed acqua originaria di Marrakech, tramandata a partire dal V secolo a.c. dagli artigiani berberi (Imaziɣen o Imazighen) del Marocco e divenuta poi un’arte affermata e riconosciuta sotto la dinastia degli Almoravidi alla fine dell’XI secolo.
Contrariamente al credo comune, che li vede come nomadi sempre in viaggio attraverso il deserto con i cammelli, l’attività principale dei berberi era l’agricoltura sedentaria, che svolgevano nelle montagne e nelle valli nel nord del Marocco. Furono i primi ad aprire le rotte commerciali tra l’Africa occidentale e l’Africa sub-sahariana ed erano responsabili per il trasporto di merci oltre il deserto del Sahara. La loro architettura è molto particolare: da lontano gli edifici richiamano delle grotte ordinarie sui pendii delle colline di Marrakech.
Il termine Tadelakt deriva dalla parola araba تدليك “tadleek” che significa “strofinare o massaggiare”, che è appunto parte fondamentale nell’esecuzione di questa lavorazione. L’utilizzo dei materiali a base di calce ha origini addirittura nella Preistoria: a testimoniarlo è il più antico manufatto conosciuto a base di calce, una pavimentazione a Yiftah nella Galilea meridionale datata al 7000 a.C. Si suppone che il Tadelakt sia un’evoluzione dal Qadad, un intonaco molto simile usato nel mondo arabo per millenni ma che, a differenza del Tadelakt, veniva trattato con idrossido di calcio, oli e grassi.
Anticamente i segreti sulla tecnica del Tadelakt erano custoditi gelosamente dagli artigiani specializzati, chiamati “maleem“. A Marrakech la tecnica del Tadelakt è tutt’oggi considerata un’arte molto difficile da eseguire e quindi degna di rispetto, tanto che per diventarne un maestro è imprescindibile una lunga preparazione pratica e teorica. Solo dopo molti anni di esperienza si arriva alla conoscenza dei segreti che vengono tramandati dagli artigiani più anziani.
Il processo di lavorazione del Tadelakt Originale è molto simile a quello delineato da Vitruvio e utilizzato dai romani a partire dal I secolo d.C. per la produzione dell’intonaco a calce. Le similitudini potrebbero risalire al fatto che gli arabi avevano conservato molti dei vecchi testi romani e durante il loro sviluppo culturale nella storia tradussero in arabo molti degli antichi documenti scritti in latino.
Storicamente, grazie alle sue straordinarie doti di impermeabilità, veniva utilizzato in particolare nella realizzazione di acquedotti e cisterne per la raccolta d’acqua, l’equivalente di quello che facevano i romani con le malte di cocciopesto nel mondo occidentale, più o meno durante lo stesso periodo. Apprezzato sempre di più nel corso della storia per le sue straordinarie doti estetiche, successivamente ha trovato il suo principale utilizzo come rivestimento degli hammam, delle fontane e delle stanze da bagno dei palazzi nobiliari e dei riad.
L’ACQUA
Elemento principale di tutti i prodotti naturali, l’acqua è un componente essenziale per la creazione del Tadelakt in quanto svolge la funzione di legante.
LA CALCE IDRAULICA
La materia prima per la produzione del Tadelakt originale sono le pietre calcaree ricche di carbonato di calcio che vengono estratte dalle montagne del Marocco.
IL SAPONE NERO
Applicato successivamente alla stesura dell’intonaco, il sapone nero marocchino è composto principalmente d’olio d’oliva e ha lo scopo di aumentare le naturali doti d’impermeabilità del Tadelakt.
CERA D’API
La cera d’api è una cera completamente naturale e la sua applicazione sul Tadelakt ultimato ha la funzione di aumentarne la lucidità, la resistenza e l’impatto visivo.
IL FRATTAZZO
Il frattazzo in legno di cedro è lo strumento più caratteristico della tecnica del Tadelakt. Si utilizza principalmente nella fase di stesura dell’intonaco.
LA SPATOLA
La spatola in acciaio ha lo scopo di aiutare la stesura del materiale nelle zone più difficoltose come gli spigoli, le nicchie e gli angoli.
IL FRATTONE
La spatola o frattone in acciaio è un altro strumento essenziale in fase di finitura e lucidatura del Tadelakt marocchino.
LA PIETRA DI FIUME
La pietra di fiume, componente essenziale della tradizione, ha lo scopo di “massaggiare” il materiale in modo da uniformalo e lucidarlo in fase di ultimazione.
Andiamo a vedere quali sono le fasi che portano alla realizzazione del Tadelakt Tradizionale. A causa del forte legame che questo intonaco marocchino ha con il territorio, perché lo si possa definire originale le materie prime devono provenire esclusivamente da Marrakech. I processi con cui viene realizzato il Tadelakt di oggi sono gli stessi che vengono tramandati ed utilizzati da secoli, cosicché il risultato non differisce di molto dalle opere più antiche:
L’ESTRAZIONE
Estrazione delle pietre che provengono esclusivamente dal territorio montuoso delle “High Atlas” (in arabo: اَلْأَطْـلَـس الْـكَـبِـيْـر) del Marocco. Successivamente vengono trasportate ai piedi delle montagne, alla sede delle fornaci.
LA COTTURA
La cottura avviene nelle tradizionali fornaci, alimentate con fascine di ulivo e palma in modo da raggiungere una temperatura di circa 900° C. Gli addetti alla fornace si alternano per alimentare il fuoco senza sosta per circa 36 ore.
IL SETACCIAMENTO
Le pietre raccolte vengono sottoposte ad un processo di filtraggio ad intermittenza per ridurne lo spessore tramite l’utilizzo di reti finissime dallo spessore massimo di 2 millimetri. Questa fase ha lo scopo di rendere il materiale meno grezzo.
- TADELAKT CEMENTIZIO
Questo è un’esempio di simil-tadelakt che viene definito “Tadelakt Cementizio”. La composizione della malta di finitura bicomponente è infatti a base di cemento, dispersione polimerica ed inerti di estrazione locale. In sostanza, anche se la sua applicazione è molto simile, questo tipo di materiale non può essere definito Tadelakt Originale.
- TADELAKT FACILE
Con la definizione “Tadelakt Facile” si intendono tutti i prodotti pre-miscelati in commercio, la cui la composizione prevede all’interno leganti chimici per migliorare la presa del materiale alle superfici e facilitarne la stesura. Ovviamente questo facilita realmente il processo, ma il risultato non potrà definirsi Tadelakt Originale in quanto non rispetta le materie e le tecnica imposte dalla tradizione artigiana.
Ricapitolando, tutti i prodotti che aggiungono alla calce marocchina e all’acqua altri leganti chimici non possono essere definiti Tadelakt Originale. Questo perché, oltre a non rispettare la “ricetta” della tradizione, alterano la natura del prodotto che invece al suo stato originale è totalmente sostenibile e quindi adatto alla bio-edilizia moderna. L’aggiunta di componenti chimici all’interno del Tadelakt ha solamente lo scopo di facilitarne l’applicazione.
Infatti, come spiegato dettagliatamente in questo articolo, le fasi di esecuzione del Tadelakt richiedono conoscenze e manualità senza le quali l’utilizzo dei prodotti originali può risultare difficoltoso, se non addirittura proibitivo. Per questa ragione consigliamo sempre di munirsi delle adeguate conoscenze riguardo al materiale e alla sua applicazione prima di tentare un approccio diretto, con scarse possibilità di riuscita e ancor meno probabilità che il lavoro duri nel tempo.
In conclusione, perché il Tadelakt si possa definire originale non è sufficiente utilizzare i materiali originali, ma è necessario anche rispettare tutte le fasi ed i tempi della lavorazione imposti da questa tradizione millenaria. Se sei un amante della storia e delle sue tradizioni, o se hai a cuore temi come la sostenibilità ambientale, il Tadelakt Originale racchiude tutti questi valori senza dover scendere a compromessi con l’estetica. La cosa che meglio testimonia la qualità e le caratteristiche del Tadelakt Originale è che molte delle superfici realizzate secoli fa sono ancora intatte e, sotto molti aspetti, sono ancora più belle e resistenti di quando vennero create secoli fa.
FONTI E ARTICOLI SIMILI
Wikipedia – Thestylejunkies– Riad Jardin Secret – Realfinishes – Earth Cultures – Slowspace – Hip Marrakech