• Dunford Powell House Stati Uniti

Dunford Powell House – Il Tadelakt a Salt Lake City

L’intervento si colloca a Salt Lake City, in un contesto residenziale caratterizzato da clima continentale, non si tratta di una nuova costruzione, ma di una addizione puntuale a una casa esistente: un ampliamento dedicato alla zona notte, progettato per migliorare comfort, uso quotidiano e qualità degli spazi interni senza alterare l’impianto generale dell’abitazione. Il progetto è firmato da Amber Dunford, designer con una pratica fortemente orientata a materiali naturali, lavorazioni artigianali e interventi misurati sull’esistente. L’approccio non mira a trasformare la casa in un oggetto nuovo, ma a correggerne alcuni punti critici, lavorando su luce, superfici e relazione tra spazi. L’addizione viene concepita come un’estensione silenziosa: pochi materiali, geometrie semplici, continuità tra vecchio e nuovo. 

Il Progetto di Amber Dunford

L’ampliamento risponde a un’esigenza concreta: aggiungere una camera da letto e un bagno a una casa che, nella configurazione originaria, non offriva spazi adeguati alle necessità attuali. L’intervento lavora su un volume compatto, inserito senza forzature nel lotto esistente, evitando sopraelevazioni o soluzioni strutturali invasive. La progettazione si concentra su scala domestica e materiali. Gli spazi sono pensati per un uso quotidiano, con attenzione al comfort termico e alla qualità dell’aria interna. In un clima come quello dello Utah, la gestione delle superfici e delle masse è centrale: pareti, pavimenti e soffitti contribuiscono alla stabilità interna più di qualsiasi gesto formale.

Dunford Powell House giardino retro

Dunford Powell House – Giardino sul Retro

La palette materica è ridotta. Legno, intonaci minerali, superfici continue. Non ci sono rivestimenti decorativi né sovrapposizioni inutili. Ogni elemento è scelto per la sua compatibilità con l’esistente e per la capacità di invecchiare senza richiedere interventi costanti. L’addizione non introduce un linguaggio autonomo, ma si allinea alla casa originale, correggendone alcune rigidità distributive.

Dunford Powell House parete in tadelakt nero

Dunford Powell House – parete in tadelakt nero

Il bagno, parte integrante dell’ampliamento, viene pensato fin dall’inizio come spazio tecnico, non come ambiente da caratterizzare a posteriori. Le superfici sono concepite per lavorare con umidità, vapore e uso continuo. Nel complesso, l’intervento dimostra come un progetto di piccola scala possa essere risolto senza ricorrere a soluzioni complesse. La qualità nasce dalla precisione delle scelte, non dalla quantità di elementi introdotti. È su questa base che alcune finiture specifiche trovano poi una collocazione naturale.

Il Tadelakt nella Dunford Powell House

In questo progetto il tadelakt non viene utilizzato in bagno, ma nella camera da letto, come finitura delle pareti della stanza. È una scelta poco comune, soprattutto in un ambiente destinato al riposo, ma qui trova una logica precisa legata a spazio, luce e uso.  La camera è ampia, con grandi aperture verso l’esterno. La luce entra in modo diretto per molte ore del giorno e il rapporto con il paesaggio naturale circostante è costante. In questo contesto, superfici troppo chiare o riflettenti avrebbero amplificato l’irraggiamento e reso l’ambiente instabile dal punto di vista percettivo. Il tadelakt, invece, permette di assorbire la luce, renderla più morbida e distribuirla in modo uniforme sulle pareti.

Dunford Powell House - camera da letto

Dunford Powell House – camera da letto

Il colore scelto è nero scuro, una tonalità profonda che lavora per sottrazione. Non è un colore decorativo, ma funzionale: riduce il contrasto, abbassa visivamente lo spazio e contribuisce a creare una condizione adatta al riposo. La superficie non è piatta né lucida; la lavorazione manuale del tadelakt introduce variazioni minime che evitano qualsiasi effetto rigido.

All’interno della stanza è presente anche una vasca da bagno, integrata nello spazio notte. In questo caso il tadelakt svolge un doppio ruolo: da un lato contribuisce all’atmosfera raccolta della camera, dall’altro tollera la presenza dell’acqua e del vapore senza richiedere cambi di materiale o soluzioni di separazione artificiale. La stanza resta unitaria, senza zone “tecniche” evidenziate.

Dunford Powell House camera con vasca

Dunford Powell House – Dettaglio Vasca in camera da letto

In questo progetto il tadelakt viene usato fuori dal suo contesto più consueto, ma senza forzature. Non caratterizza la stanza come elemento esotico, né come finitura di lusso. Serve a costruire un ambiente stabile, silenzioso, compatibile con luce, acqua e tempo di permanenza. Una scelta misurata, che lavora sulla qualità dello spazio più che sull’effetto visivo.

Il Tadelakt nello Utah, Stati Uniti

L’intervento di Dunford | Powell  Bedroom Addition si colloca a Salt Lake City, dove l’architettura residenziale lavora spesso sul controllo della luce e sull’inerzia dei materiali più che sull’isolamento totale degli ambienti. In questo quadro, l’uso del tadelakt nella camera da letto rappresenta una scelta consapevole e poco convenzionale. Il materiale, solitamente associato agli spazi umidi, viene impiegato per costruire un ambiente di riposo profondo, capace di assorbire la luce e stabilizzare la percezione dello spazio. Il colore scuro non è un gesto estetico, ma una risposta alla forte esposizione solare e all’ampiezza della stanza.

La presenza della vasca da bagno nello spazio notte rafforza questa scelta. Il tadelakt permette di evitare separazioni rigide tra funzioni, accettando acqua e vapore senza richiedere cambi di materiale o soluzioni tecniche invasive. La stanza resta unitaria, leggibile, coerente dal punto di vista materico. Anche se nato in un contesto geografico e climatico diverso, il tadelakt dimostra qui una adattabilità reale. In un ambiente continentale come quello dello Utah, viene utilizzato non per evocare una tradizione, ma per risolvere esigenze concrete: controllo della luce, tolleranza all’umidità, continuità delle superfici. Cambia il luogo, ma la logica d’uso resta valida.

FOTO e SORGENTI: amberdunforddesigns.com – dwell.com