Il Progetto dello Studio Elizabeth Roberts Architects
L’intervento di Elizabeth Roberts (Instagram) non è una semplice ristrutturazione “di facciata”. All’interno, la distribuzione originaria è stata completamente ripensata: Roberts ha demolito le pareti interne per liberare lo spazio, creando una zona giorno aperta che integra cucina e living senza soluzioni di continuità e massimizzando la sensazione di respiro interno.

Cucina con vista sul giardino
Uno dei cardini del progetto è la connessione con il giardino sul retro: una grande parete di vetro e acciaio sostituisce completamente la facciata posteriore originale, un investimento importante che diventa subito chiaro nel modo in cui illumina tutta la parte centrale della casa.
La distribuzione dei livelli è pensata per rispondere alle esigenze di una vita familiare attiva. Al piano principale si trova la zona giorno e la cucina; al livello inferiore sono stati inseriti la camera padronale con accesso diretto al giardino, la camera dei bambini e i servizi. Nuove aperture, porte e finestre sono state praticate strategicamente per favorire il rapporto con l’esterno e migliorare la qualità della luce naturale.

Duplex Brooklyn – Vista Soggiorno con Camino in Tadelakt
Lo studio Elizabeth Roberts Architects (ERA) porta avanti da tempo un approccio residenziale che mescola elementi storici e contemporanei, con forte attenzione alle materialità tangibili e alla funzionalità quotidiana. Opere come questa “Prospect Heights Townhouse” mostrano come l’architetto riesca a integrare spazi moderni in edifici storici, rispettandone l’identità ma trasformandoli per le esigenze attuali.
Il Tadelakt nel Duplex di Elizabeth Roberts
Nel progetto di duplex a Prospect Heights il tadelakt è una delle superfici più riconoscibili e curate perché compare in più momenti e dialoga con altri materiali naturali, scandendo i cambi di funzione e di atmosfera negli spazi.
Il camino nella zona giorno, inserito in un volume inclinato, è rivestito in tadelakt chiaro. La parete del camino non ha cornici né giunzioni visibili: la superficie è unica, continua, leggermente strutturata, e accoglie la luce naturale che entra dalle finestre in acciaio. La scelta del tadelakt qui non è casuale: la sua superficie levigata non riflette in modo brillante, ma diffonde la luce, creando una gradazione morbida che si accompagna bene alla texture più ruvida del legno di white oak dei pavimenti. La finitura a calce risponde anche a esigenze funzionali: il camino è un elemento che cambia temperatura e il tadelakt, essendo calce naturale, ha una compatibilità termica e umidità intrinseca che materiali plastici o ceramici non offrono allo stesso modo.

Duplex Brooklyn – Camino in Tadelakt Naturale
Negli spazi del bagno la presenza del tadelakt è altrettanto significativa. Qui le pareti sono trattate con la stessa finitura continua, inserendosi in un ambiente dove il materiale non è semplicemente un rivestimento tecnico, ma parte della strategia materica dell’intero appartamento. Il tadelakt in questo duplex non è usato come elemento decorativo separato, ma come finitura integrata alla costruzione delle superfici. Le pareti in tadelakt non sono “messe sopra” al muro: sono la pelle del muro, lavorate a mano, levigate con gesti artigiani che lasciano leggere irregolarità positive — segno del passaggio dell’operatore umano. Questo è coerente con l’idea di “warm minimalism” che caratterizza l’intero progetto: superfici essenziali e pulite, sì, ma ricche di materia e tattilità.

Dettagli del bagno in tadelakt grigio
Una Casa di Materiali Naturali e Compatibili
Nel duplex progettato da Elizabeth Roberts a Prospect Heights (Brooklyn), il tadelakt trova il suo posto in modo consapevole e funzionale, integrandosi con altri materiali naturali scelti con la stessa attenzione artigianale. La sua presenza nella parete del camino e nelle pareti del bagno non è un vezzo estetico, ma il risultato di una strategia progettuale che privilegia continuità, tattilità e compatibilità con il contesto domestico. Questo progetto dimostra chiaramente che il tadelakt, pur essendo una tecnica antica, può essere usato con successo in contesti urbani contemporanei. Non come citazione né come ornamento, ma come componente materica significativa, capace di avvicinare le superfici alla percezione corporea quotidiana. Villa Kuro a Joshua Tree, Arro Dunes in California e questo duplex a Brooklyn mostrano tutti come il tadelakt negli Stati Uniti possa essere reinterpretato nel linguaggio contemporaneo senza perdere la sua identità tecnica e sensoriale.
FOTO e SORGENTI: elizabethroberts.com – remodelista.com – architecturaldigest.com



