Il Progetto di GRT Architects
Il Dutchess County Studio non è una casa convenzionale: è una combinazione di abitare e lavorare in un unico spazio, pensata per sperimentare una presenza più lenta nel paesaggio rurale piuttosto che semplicemente “abitare fuori città”. Questa intenzione emerge da come sono trattati i materiali, le superfici e le aperture, tutti orientati a creare un ambiente che risponda alle condizioni climatiche locali e allo stesso tempo sia sensibile al contesto naturale.

Dutchess County Studio esterni
La copertura e i volumi obliqui non sono semplici composizioni formali: servono a incorniciare la luce e la ventilazione naturale, riducendo la necessità di sistemi artificiali per controllare temperatura e comfort. La pianta a tre blocchi ribalta l’idea di spazi segmentati e invita a una comprensione complessiva dell’edificio come sistema integrato.
All’interno, la scelta materica è calibrata per seguire due direttrici: durabilità e leggerezza percettiva. Le superfici in legno chiaro e travertino dialogano con le grandi aperture, mentre i dettagli metallici e i piani in materiali naturali contribuiscono a una sensazione di continuità tra interno e paesaggio. Questo non è un progetto che mette in primo piano tecnologie costose, ma preferisce materiali che invecchiano bene, che rispondono alla luce e alla temperatura in modi prevedibili e che richiedono manutenzione semplice nel tempo.

Dutchess County Studio vista interni
Un elemento chiave di questo approccio è l’attenzione alle proporzioni e alla scala: l’interno non è “grande”, ma è ottimizzato per funzionare bene per l’uso quotidiano e per rispondere alla qualità della luce naturale. Le facciate e le aperture sono calibrate per offrire visuali sul paesaggio senza disperdere energia o creare spigoli visivi inutili. In sostanza, Dutchess County Studio è un esempio di come una struttura apparentemente semplice possa essere costruita con un’attenzione reale alla qualità dello spazio e delle superfici, trattando materiali naturali come collaboratori del comfort più che come elementi decorativi.
Il Tadelakt nel Dutchess County Studio
Nel Dutchess County Studio, il tadelakt compare in modo puntuale e quasi controcorrente rispetto al resto della casa. Non è un materiale diffuso né ricorrente, ma viene concentrato nelle pareti del bagno, diventando l’unico vero cambio di registro all’interno di un progetto che, per il resto, lavora quasi esclusivamente sul bianco.
Il colore scelto è un rosato caldo, probabilmente ottenuto con una terra rossa nell’impasto. È una tonalità che non cerca neutralità e che si distingue immediatamente dalle superfici chiare e asciutte degli altri ambienti. Il contrasto è netto, ma controllato: il bagno non viene isolato come spazio “speciale”, piuttosto diventa una pausa cromatica all’interno di una sequenza molto misurata.

Dutchess County Studio bagno in tadelakt
Il tadelakt è utilizzato solo sulle pareti, senza estendersi al pavimento o ad altri elementi. Questa scelta lo mantiene leggibile come superficie continua e avvolgente, senza trasformarlo in un gesto totalizzante. La finitura non è esasperata: la superficie resta viva, leggermente irregolare, coerente con l’idea di un materiale lavorato a mano, non industriale.
All’interno di una casa dove la palette è ridotta all’essenziale, questo uso del tadelakt ha una funzione precisa. Introduce materia, colore e profondità in uno spazio legato all’acqua e al corpo, senza alterare l’equilibrio generale del progetto. Il bagno diventa così l’unico ambiente in cui il materiale prende la parola, proprio perché tutto il resto rimane volutamente silenzioso.
Il Tadelakt nell’Architettura Occidentale Contemporanea
Il Dutchess County Studio è un progetto che lavora per controllo e misura. Tutto è ridotto all’essenziale: volumi, superfici, colori. In un’architettura così trattenuta, ogni deviazione diventa significativa. È in questo contesto che va letta la scelta di GRT Architects di utilizzare tadelakt originale all’interno del bagno. Non si tratta di una citazione formale né di un riferimento decorativo. Il tadelakt viene inserito come materiale reale, lavorato secondo la tecnica tradizionale, capace di portare materia, profondità e una variazione cromatica controllata in un progetto che, per il resto, rimane volutamente neutro.
Questa scelta si inserisce in una tendenza sempre più evidente negli Stati Uniti e, più in generale, nell’Occidente contemporaneo. Negli ultimi anni il tadelakt è uscito dai contesti più esplicitamente legati all’immaginario marocchino o mediterraneo ed è entrato in progetti di architettura minimale, spesso legati a temi di bioarchitettura, sostenibilità e riduzione dei materiali. Qui viene scelto non per ciò che rappresenta, ma per ciò che fa: superficie continua, naturale, durevole, capace di sostituire sistemi più complessi.
FOTO e SORGENTI: grtarchitects.com – archdaily.com – dezeen.com – archpaper.com



