Il Progetto di FABEL Arkitektur
La Höghult House è stata progettata da Fabel Arkitektur, uno studio svedese con una pratica focalizzata sulla costruzione in legno e sull’uso di tecniche tradizionali reinterpretate per il presente. L’ufficio, guidato da architetti come Catharina Dahl Palmér e Sofie Campanello, lavora da anni con legno e sistemi costruttivi locali, cercando soluzioni che possano essere facilmente mantenute o riparate nel tempo. La loro attenzione non è alla formalità estetica, ma alla funzionalità, alla durabilità e alla manutenzione semplice delle costruzioni che realizzano.

Höghult House – Esterno
L’obiettivo dichiarato per Höghult House era di aggiungere un edificio alla tenuta esistente che fosse sobrio e robusto, capace di inserirsi nel paesaggio circostante senza forzature. I riferimenti principali erano la semplicità costruttiva e la chiarezza tecnica: il volume doveva essere realizzato in legno massiccio con tecniche che non prevedessero viti o chiodi, e tutte le parti aggiuntive non lignee dovevano risultare pure, oneste e facilmente interpretabili in termini costruttivi.
La casa si compone di due volumi dello stesso formato: uno chiuso rivestito in legno orizzontale, che contiene sauna, zona notte e doccia, e uno aperto con struttura a telaio lignea, destinato allo spazio giorno e a una zona relax coperta. La scelta di separare i volumi risponde a criteri tecnici e funzionali: il legno massiccio fornisce involucro e isolamento naturale per gli spazi più sensibili alle intemperie, mentre la struttura aperta permette un contatto diretto con l’ambiente esterno senza compromessi costruttivi.

Höghult House – Grande vetrata con vista sul lago
Le tecniche costruttive adottate sono un punto chiave della logica progettuale: le parti in legno sono realizzate con incastri tradizionali e giunzioni senza elementi metallici, garantendo una struttura che può essere smontata, riparata o modificata con strumenti artigianali standard se necessario. Lo studio ha sviluppato soluzioni per il montaggio del vetro e per altri dettagli esecutivi che richiedono competenze specifiche, ma una volta completati questi dettagli, la manutenzione ordinaria rimane semplice e diretta.
Il Tadelakt nella Höghult House
La doccia in tadelakt è ricavata all’interno di una grande nicchia scavata nel volume murario. Pareti, fondo e seduta sono realizzati in tadelakt nero, applicato in continuità. La scelta di concentrare il materiale in una cavità profonda riduce la dispersione visiva e permette al tadelakt di lavorare come superficie compatta, senza interferenze con il resto della casa. All’interno della nicchia è integrata una seduta fissa, anch’essa in tadelakt. Questo dettaglio sposta l’uso della doccia da gesto rapido a tempo di permanenza. La superficie non è pensata solo per resistere all’acqua, ma per essere toccata, appoggiata, vissuta. Il contatto diretto con la pelle, in un ambiente caldo e umido, richiama un uso più vicino a un piccolo hammam che a una doccia standard.

Höghult House doccia in tadelakt nero
Dal punto di vista tecnico, il tadelakt risolve più esigenze insieme: impermeabilità continua, assenza di giunti, facilità di pulizia, compatibilità con il vapore prodotto dalla sauna adiacente. La nicchia profonda permette inoltre di controllare il microclima dello spazio, riducendo l’impatto dell’umidità sulle superfici lignee circostanti. La scelta del colore nero è netta. Non serve a rendere la doccia protagonista visiva dell’interno, ma a creare un contrasto funzionale con il legno chiaro che domina la casa. Il tadelakt scuro assorbe la luce, definisce un volume chiuso e stabile, mentre il legno resta asciutto, caldo e strutturale. È una separazione leggibile tra superfici umide e superfici sensibili.
Il Tadelakt nella Bioedilizia dell’Europa del Nord
La Höghult House si trova a Karlsborg, nel sud della Svezia, in un contesto climatico freddo, con forti variazioni stagionali e un uso dell’acqua legato alla sauna e al recupero del corpo dopo l’esposizione al freddo. Qui l’architettura in legno non è una scelta stilistica, ma una risposta storica e tecnica a condizioni ambientali precise. In questo quadro, l’uso del tadelakt può apparire inizialmente inatteso. È un materiale nato in un contesto opposto: il Marocco, il Mediterraneo, ambienti caldi e secchi, dove l’hammam è parte integrante della cultura costruttiva. Eppure, proprio in questa casa nordica, il tadelakt dimostra una capacità di adattamento sorprendente.
Inserito in una casa interamente in legno, il tadelakt nero diventa un materiale complementare. Protegge le parti più sensibili, assorbe l’umidità, delimita uno spazio dedicato all’acqua senza compromettere la struttura lignea. Il contrasto con il legno chiaro non è decorativo, ma funzionale: distingue chiaramente le zone asciutte da quelle umide, rendendo leggibile l’organizzazione tecnica della casa. Questo progetto mostra come il tadelakt non appartenga a una sola geografia. Se usato per le ragioni giuste può trovare posto tanto nella bioedilizia del Nord Europa quanto nell’architettura tradizionale nordafricana. Cambia il clima, cambia il contesto, ma la funzione rimane la stessa. Ed è in questa continuità tecnica, più che culturale, che il materiale dimostra la sua reale efficacia.
FOTO e SORGENTI: fabelarkitektur.se – leibal.com – archdaily.com – scanmagazine.co.uk – swedishwood.com



