• Selman Hotel Marrakech

Le Selman – Il Tadelakt nell’Hotel di Lusso 5 Stelle a Marrakech

Il Selman Marrakech si trova appena fuori dalla medina di Marrakech, in una zona aperta, orizzontale, dove il paesaggio cambia rapidamente tra giardini coltivati e terreno arido. Non è un hotel urbano né un resort isolato nel deserto: sta in mezzo, in una fascia che permette spazio, silenzio e distanza. Il progetto nasce dall’iniziativa di una famiglia marocchina e viene affidato a Jacques Garcia, chiamato non per costruire un’immagine contemporanea, ma per rileggere un’idea di architettura marocchina colta, legata alle grandi residenze storiche, ai palazzi e ai giardini chiusi. Il risultato non è un esercizio di stile, ma un complesso che lavora su massa, ombra e materia. Qui il lusso non è affidato alla tecnologia o alla spettacolarità, ma alla densità dello spazio e alla qualità delle superfici. Prima ancora delle camere o dei servizi, ciò che definisce il Selman è il modo in cui è costruito.

Il Selman Luxury Hotel di Marrakech

Il Selman Marrakech è organizzato come un insieme unitario di edifici disposti attorno a grandi spazi aperti: piscine, corti, giardini geometrici. Le camere, le suite e le ville private non sono concentrate in un unico corpo, ma distribuite all’interno del complesso, garantendo privacy e una relazione diretta con l’esterno.

Selman Hotel cortile interno

Selman Hotel cortile interno

L’ispirazione architettonica è chiaramente arabo-andalusa, ma interpretata con disciplina. Archi, porticati, logge e corti non sono elementi decorativi: sono dispositivi climatici e spaziali. Creano ombra, rallentano il movimento, filtrano la luce intensa di Marrakech. Il progetto lavora per sovrapposizione di strati, non per contrasti netti.

I materiali sono scelti per la loro compatibilità con il clima e per la capacità di costruire superfici profonde. Intonaci minerali, pietra locale, legni scuri e metalli patinati assorbono la luce invece di rifletterla. Le superfici non cercano brillantezza: restano opache, dense, pensate per essere guardate e toccate nel tempo.

Selman Hotel tadelakt in area comune

Selman Hotel – area comune

Gli spazi comuni come hall, saloni, ristoranti, aree lounge sono ampi, ma mai esposti direttamente. Il passaggio tra interno ed esterno è sempre mediato: soglie profonde, cambi di quota, zone d’ombra. Anche la Chenot Spa, uno degli elementi centrali dell’offerta dell’hotel, segue questa logica di spazi raccolti, continui, più simili a terme che a un centro benessere contemporaneo.  Il Selman Marrakech funziona così come luogo di soggiorno prolungato, non di passaggio. È un hotel di lusso che utilizza l’architettura tradizionale e i materiali locali per costruire un’esperienza stabile, silenziosa, pensata per resistere all’uso intenso e al clima.

Il Tadelakt nel Selman Hotel

Al Selman Marrakech il tadelakt non è confinato a un singolo ambiente né ridotto a segno decorativo. È un materiale che attraversa l’intera struttura e contribuisce in modo sostanziale alla costruzione dell’identità dell’hotel, sia negli spazi pubblici sia in quelli più intimi.

Negli ambienti comuni il tadelakt compare spesso in tonalità scure, fino al nero, una scelta coerente con l’impostazione generale del progetto. Qui le superfici non cercano luminosità, ma profondità. Il tadelakt lavora insieme a pietre scure, marmi e legni importanti per costruire spazi raccolti, controllati, lontani dall’immaginario luminoso e turistico di molta ospitalità a Marrakech. È un uso consapevole: il materiale assorbe la luce, restituisce superfici compatte e contribuisce a rendere leggibili volumi ampi senza disperderli.

Selman Hotel corridoi in tadelakt nero

Selman Hotel – corridoi in tadelakt nero

Questo stesso linguaggio prosegue negli spazi della ristorazione di alto livello. Il ristorante gastronomico dell’hotel, oggi guidato da uno chef di riconosciuta esperienza internazionale e con stelle Michelin, mantiene l’impianto architettonico e materico originale. Anche qui il tadelakt, nelle sue varianti più scure, partecipa alla costruzione dell’atmosfera, senza essere mai dichiarato come elemento protagonista. È parte dello sfondo architettonico, lavora in continuità con pareti e superfici, sostiene un’idea di lusso silenzioso e controllato.

Selman Hotel ristornate pareti in tadelakt nero

Selman Hotel – ristornate pareti in tadelakt nero

All’interno delle suite, il tadelakt è presente sia nelle zone notte sia nei bagni. Non viene utilizzato in modo uniforme o sistematico, ma come superficie di fondo, capace di legare spazi diversi attraverso una stessa materia. Nelle camere contribuisce a costruire ambienti ovattati, dove la luce viene filtrata e il colore resta profondo. Nei bagni, invece, torna alla sua funzione più tecnica: superfici continue, tolleranza all’acqua e al vapore, assenza di giunti critici. Il passaggio tra zona asciutta e zona umida è spesso risolto senza cambi di materiale, rafforzando l’idea di continuità.

Selman Hotel stanza tadelakt grigio

Selman Hotel – stanza in tadelakt grigio

Il luogo in cui il tadelakt trova la sua applicazione più completa è la spa, e in particolare gli hammam. Qui il materiale viene utilizzato secondo tradizione: pareti, sedute, superfici curve, ambienti pensati per il contatto diretto con il corpo e per un uso intensivo. In questi spazi il tadelakt lavora come è sempre nato per fare, in condizioni di vapore, calore e acqua, senza mediazioni. È importante sottolineare come, rispetto a molte realizzazioni locali a Marrakech, il tadelakt del Selman sia particolarmente curato. Le superfici appaiono più controllate, levigate, omogenee. Non è un tadelakt volutamente grezzo o irregolare: è il risultato di una lavorazione affidata a artigiani esperti, chiamati a rispondere a uno standard alberghiero elevato, dove durabilità, manutenzione e coerenza visiva sono fondamentali.

Il Tadelakt negli Spazi del Lusso

Nel contesto dell’ospitalità di alto livello, l’uso del tadelakt ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più centrale. Negli hotel 5 stelle, nelle spa e negli spazi comuni di lusso, questo materiale non viene più relegato a citazione tradizionale o a elemento folkloristico, ma diventa parte integrante del progetto architettonico. Il Selman Marrakech è un esempio chiaro di questa evoluzione.

A Marrakech, città dove il tadelakt nasce e viene applicato da secoli, il materiale sta attraversando una fase di rilettura profonda. Accanto alle realizzazioni più spontanee e artigianali, tipiche dei riad tradizionali, emergono progetti complessi guidati da architetti e designer internazionali, come Jacques Garcia, che reinterpretano il tadelakt all’interno di strutture ricettive contemporanee e altamente performanti.

Nel Selman, il tadelakt viene modernizzato senza essere snaturato. Viene controllato nel colore, spesso spinto verso tonalità scure e profonde, viene perfezionato nella finitura, affidato a mani esperte capaci di rispondere a standard alberghieri elevati. A Marrakech, più che altrove, questo processo è particolarmente evidente. Il tadelakt non viene sostituito da materiali industriali, ma reinterpretato, affinato e inserito in architetture contemporanee che ne valorizzano la natura profonda.