Casa #1 – Il Progetto
La House #1 sorge su un lotto urbano di dimensioni modeste nel centro di Porto, inserendosi in un contesto fatto di edifici tradizionali e tessuto storico consolidato. Bak Gordon Architects ha affrontato la commistione tra tradizione e contemporaneo con una logica di chiarezza formale e di rispetto per la scala urbana: la casa si rivolge alla città con una presenza forte ma non intrusiva, dialogando con il contesto attraverso proporzioni controllate e un trattamento materico deciso.

Casa Porto Bak Gordon Vista dal Giardino Interno
Bak Gordon Architects è uno studio con base a Lisbona e Porto, fondato dagli architetti Ricardo Bak Gordon e collaboratori, con un approccio progettuale che pone al centro la materia, la luce e la costruzione. La loro pratica si caratterizza per un uso attento dei materiali, per l’eliminazione di “ornamenti” superflui e per la creazione di spazi che, pur essendo contemporanei, hanno una forte connessione con la storia costruttiva e la sensibilità dei luoghi. La House #1 è uno dei lavori più significativi dello studio, citato frequentemente per la sua capacità di reinterpretare il brutalismo in un contesto residenziale. (bakgordon.com)
La struttura della casa presenta volumi chiari e materiali robusti: il calcestruzzo a vista domina la scena, definendo i piani, le scale e gli spigoli, mentre il legno naturale e l’uso di superfici trattate con tecniche minerali introducono una dimensione più sensoriale e domestica. Nei piani superiori, le aperture verso l’esterno e i patii interni permettono alla luce naturale di entrare in profondità, mettendo in evidenza i cambi di materiale e creando un ritmo interno che alterna masse e vuoti, pieno e vuoto.

Casa Porto Bak Gordon veranda interna
La casa non è solo un involucro tecnico, ma un sistema di superfici e relazioni, dove ogni materiale è calibrato per costruire un’esperienza spaziale coerente: il calcestruzzo a vista conferisce robustezza, il legno introduce calore, mentre alcune superfici trattate con calce o tecniche simili rispondono alla necessità di un tatto più morbido.
Il Tadelakt nella Casa #1 di Porto
In House #1, il tadelakt non viene utilizzato come rivestimento diffuso, ma come intervento puntuale capace di riequilibrare un linguaggio architettonico volutamente rigoroso. Inserito in un contesto dominato da calcestruzzo a vistae geometrie nette, il tadelakt introduce una superficie continua e tattile che attenua la durezza del brutalismo senza contraddirlo.

Casa Porto Bak Gordon – Soggiorno con pareti in Tadelakt naturale
La scelta è misurata: il tadelakt compare in un elemento preciso, pensato per essere toccato e vissuto. La sua finitura minerale, levigata ma non lucida, crea un contrasto controllato con le superfici più dure e tecniche della casa. Non c’è volontà decorativa; il materiale lavora per affinità e opposizione, offrendo un controcampo sensoriale che rende l’ambiente più abitabile.

Casa Porto Bak Gordon – pareti in tadelakt nella zona scala
In dialogo con il legno naturale e con le superfici in calcestruzzo, il tadelakt assume un ruolo silenzioso ma decisivo. È la materia che spezza la monotonia della durezza, che introduce una scala più umana e che accompagna la luce naturale senza rifletterla in modo aggressivo. Un gesto minimo, ma estremamente efficace, coerente con l’approccio dello studio.
Il “Tadelakt Brutalista” in Portogallo
In House #1, nel cuore del Portogallo, il Tadelakt entra in un linguaggio architettonico dominato dal brutalismo senza mai metterlo in discussione. Al contrario, lo completa. In un progetto costruito su calcestruzzo a vista, geometrie nette e materiali strutturali dichiarati, questa finitura minerale introduce una dimensione più umana e sensoriale, capace di riequilibrare lo spazio senza addolcirlo artificialmente. La scelta di Bak Gordon Architects è significativa proprio per questo motivo. Il tadelakt non viene utilizzato come elemento decorativo né come citazione culturale, ma come materiale funzionale al progetto, scelto per le sue qualità tattili e per la sua capacità di dialogare con superfici dure e rigorose. La sua presenza, limitata ma mirata, dimostra che non è la quantità a determinare il valore di una tecnica, bensì il contesto e l’intelligenza con cui viene inserita. House #1 mostra come il tadelakt possa trovare spazio anche in architetture urbane, contemporanee e concettualmente forti, diventando uno strumento di equilibrio tra materia e percezione.
FOTO e SORGENTI: bakgordon.com – archdaily.com – grazianoserramenti.com



