La Calce di Marrakech
La calce di Marrakech è il cuore del Tadelakt. Non è semplicemente un legante, ma una materia prima con una storia, una provenienza e una composizione che ne determinano in modo diretto il comportamento finale. La qualità di un Tadelakt dipende in larga parte dalla qualità e dall’autenticità della calce utilizzata. Si tratta di una calce naturale ottenuta da pietre calcaree estratte nelle regioni attorno a Marrakech e cotte secondo metodi tradizionali. La sua composizione, ricca di ossido di calcio e con una presenza equilibrata di altri ossidi minerali, le conferisce un comportamento unico: una presa lenta, una grande lavorabilità e la capacità di trasformarsi, attraverso la lucidatura e il trattamento con sapone nero, in una superficie compatta e naturalmente impermeabile.
Utilizzare una calce diversa, anche se apparentemente simile, significa modificare profondamente il risultato finale: cambiano i tempi di lavorazione, la risposta alla pietra di fiume, la reazione con il sapone nero e la capacità di raggiungere quella superficie setosa e profonda che caratterizza il Tadelakt autentico. Per questo motivo, la scelta della calce non è un dettaglio tecnico, ma una decisione fondamentale che incide su estetica, durata e coerenza del lavoro.
La Calcina
(se necessario)
Se la calce di Marrakech è l’anima del Tadelakt, la calcina è il terreno su cui quest’anima può esprimersi correttamente. Essendo il Tadelakt composto esclusivamente da calce e acqua, privo di colle, resine o additivi sintetici, il rapporto con il fondo diventa cruciale. Un supporto non idoneo compromette l’adesione, la compattezza e, nel tempo, la durabilità stessa del rivestimento. La calcina viene utilizzata quando non è possibile applicare il Tadelakt direttamente su un intonaco grezzo a base calce, condizione che storicamente era la norma nelle architetture marocchine. Nei contesti contemporanei, soprattutto in Occidente, le superfici hanno spesso una “storia” precedente: pitture, rasature, intonaci industriali o supporti tecnici come cartongesso e gasbeton. In questi casi la calcina svolge una funzione fondamentale: ricreare un fondo minerale, traspirante e aggrappante, il più possibile simile a un intonaco crudo a calce.
Utilizzare una calcina adeguata significa quindi non forzare il Tadelakt ad adattarsi a un supporto sbagliato, ma preparare il terreno perché la tecnica possa esprimersi secondo la sua logica naturale. È un materiale spesso invisibile a lavoro finito, ma determinante per la qualità del risultato finale: un passaggio silenzioso, ma imprescindibile, nella realizzazione di un Tadelakt ben fatto.
Il Sapone Nero Marocchino
Il sapone nero marocchino è una delle materie prime più singolari e spesso meno comprese del Tadelakt. Non è un semplice detergente né un protettivo applicato a posteriori, ma un elemento che entra chimicamente e fisicamente nella trasformazione finale della superficie. La sua origine è profondamente legata alla tradizione marocchina e all’uso secolare negli hammam, dove veniva impiegato per la pulizia e la purificazione del corpo. Nel Tadelakt, il sapone nero svolge una funzione fondamentale: durante la fase di lucidatura con la pietra di fiume, reagisce con la calce creando una superficie naturalmente idrorepellente. Questo processo avviene senza l’aggiunta di resine, siliconi o film protettivi artificiali, ma grazie a una reazione tra gli acidi grassi del sapone e il calcio presente nella calce. È questo passaggio che rende il Tadelakt impermeabile in modo profondo e duraturo.
Utilizzare un sapone nero autentico, prodotto secondo la tradizione e a base di olive e potassa, è essenziale per garantire il corretto funzionamento della tecnica. Saponi industriali o formulazioni moderne possono alterare la reazione, compromettere l’impermeabilità o lasciare residui indesiderati sulla superficie.
La Cera d’Api
La cera d’api occupa una posizione particolare nel ciclo del Tadelakt. Non fa parte in modo rigido e codificato della tecnica antica così come viene oggi spesso descritta, ma rientra pienamente nella tradizione artigianale che, da secoli, ha sempre lasciato spazio all’esperienza, alla conoscenza dei materiali e alla disponibilità locale. Storicamente, una volta completata la lucidatura e il trattamento con sapone nero, la superficie in Tadelakt veniva talvolta ulteriormente protetta e valorizzata con cere naturali, scelte in base a ciò che il territorio offriva. Tra tutte, la cera d’api è quella che più di ogni altra si è dimostrata compatibile con la calce: naturale, traspirante, durevole e capace di migliorare la resa estetica senza creare film artificiali.
La scelta della cera d’api è quindi una scelta di coerenza: con la storia del Tadelakt, con l’approccio artigianale e con l’idea di utilizzare solo materie prime che dialogano tra loro in modo naturale. È per questo che, ancora oggi, gli artigiani continuano a preferirla, rinnovandola nel tempo come si è sempre fatto, secondo un sapere che non è scritto nelle formule ma tramandato dalla pratica.



