• Maison Brummell Majorelle Marrakech

Maison Brummell Majorelle: l’Hotel del Tadelakt Originale

Maison Brummell Majorelle è un piccolo boutique hotel situato a Marrakech, a pochi passi dai famosi Jardin Majorelle e dal Museo Yves Saint Laurent. Si tratta di una struttura articolata su otto camere, pensata per un pubblico adulto in cerca di una permanenza raccolta ma di qualità in città. L’edificio non nasce nella Medina vera e propria, ma in un quartiere residenziale che collega le aree storiche ai luoghi maggiormente frequentati del centro e della Ville Nouvelle. Il progetto è costruito da zero per la catena Brummell Projects, fondata dall’hotelier austriaco Christian Schallert, con l’intento di creare un “refugio” contemporaneo che dialoghi con l’identità marocchina senza appartenervi in modo letterale.  Maison Brummell Majorelle non è un riad tradizionale, ma uno spazio che prende le mosse dai motivi dell’architettura araba per tradurli in forma più scultorea e contemporanea, creando una sequenza di ambienti interni ed esterni che reagiscono alle condizioni climatiche e ai percorsi di luce tipici di Marrakech. 

Il Progetto Sotto la Guida di Bergendy Cooke

La direzione architettonica e di design è affidata allo studio Bergendy Cooke, in collaborazione con lo studio locale Amine Abouraoui Architects. È qui, nel progetto vero e proprio, che emerge con chiarezza l’intenzione di fondere elementi locali con un linguaggio più attuale e minimale. La struttura si sviluppa su una scala ridotta ma lavora con un’idea spaziale complessa. La posizione, immediatamente accanto ai Jardin Majorelle, offre un punto di equilibrio tra la Medina storica e la Ville Nouvelle, consentendo alla progettazione di relazionarsi con il contesto locale senza subirne la densità. 

Maison Brummell Majorelle esterni in tadelakt

Maison Brummell Majorelle – Esterni in tadelakt rosso Marrakech

L’architettura del luogo prende spunto dalla tradizione marocchina, ma la rilette nei suoi elementi costitutivi più essenziali: archi e aperture che articolano il vuoto, superfici trattate in materiali minerali, spazi di transizione tra interno ed esterno. Le arcate e le aperture riprendono la geometria moresca, ma sono semplificate e reinterpretate come segno contemporaneo, reale traduzione di una memoria formale più che sua replica diretta. 

Le camere e le suites sono pensate come spazi autonomi, diversificati tra loro ma sempre in dialogo con l’esterno. Alcune dispongono di giardini privati o terrazze, alcune presentano vasche esterne o balconi con vista sul tessuto urbano circostante. Gli arredi combinano pezzi di design europeo con elementi realizzati su misura, e superfici in materiali naturali come pietra chiara e materiali tradizionali locali sono accostati a dettagli in ottone e legno lavorato a mano. 

Maison Brummell Majorelle - Hall ingresso

Maison Brummell Majorelle – Hall ingresso

Negli spazi comuni la sequenza tra interno ed esterno si conquista per gradi: corti piantumate, piscine e terrazze ombreggiate sono disposte per creare zone di transito lente, dove l’intensità della luce marocchina viene filtrata da pergole, piante e aperture calibrate. La spa al piano terra richiama, senza citarli pedissequamente, i motivi delle terme e dei bagni tradizionali. Questi ambienti non sono immersi in una replica storica, ma piuttosto reinterpretano la relazione tra acqua, materia e luce, creando un continuum sensoriale coerente con il resto della casa. 

Il Tadelakt nella Maison Brummell Majorelle

Alla Maison Brummell Majorelle, il tadelakt è il materiale attorno a cui ruota l’intera identità dell’edificio, dentro e fuori, ed è utilizzato con una coerenza rara anche per Marrakech. Gli esterni sono interamente trattati in tadelakt, compresi i balconi, e qui la scelta cromatica è dichiarata. Il colore è il rosso Marrakech, ottenuto attraverso l’uso di ocra rossa locale, la stessa che caratterizza il paesaggio minerale e le pietre della regione. Non è un rosso artificiale né saturo: è una tonalità terrosa, profonda, che assorbe la luce e restituisce all’edificio una presenza solida, quasi monolitica. Il tadelakt diventa pelle urbana, capace di dialogare con la città senza mimetizzarsi né imporsi.

Maison Brummell Majorelle balconcino in tadelakt

Maison Brummell Majorelle – Balcone in tadelakt

All’interno, il progetto spinge il materiale ancora più in là. Il tadelakt è ovunque: pareti, corridoi, stanze, bagni. Ma il punto più emblematico è la scala, realizzata interamente in tadelakt. Non come rivestimento applicato, ma come volume continuo, scolpito. È un elemento architettonico forte, che mostra quanto il materiale possa essere portato oltre il suo uso convenzionale, mantenendo controllo, precisione e continuità.

Maison Brummell Majorelle scala in tadelakt

Maison Brummell Majorelle – Scala in tadelakt

Nei bagni, il tadelakt torna alla sua funzione più conosciuta, ma senza effetti scenografici. Pareti continue, superfici morbide, colori naturali o leggermente schiariti e abbinamenti con pietra e marmo. Anche nelle camere e nei percorsi comuni, il materiale non cambia linguaggio: resta coerente, calibrato, sempre leggibile come massa e non come decorazione. La cosa più significativa è proprio questa: il rispetto del colore. Quando il tadelakt si discosta dalla tonalità originaria, lo fa con colori leggeri, polverosi, mai saturi. È un uso che segue una tendenza ormai chiara nei progetti guidati da architetti e designer: lasciare che il materiale parli attraverso la sua composizione, non attraverso l’effetto cromatico.

Maison Brummell Majorelle bagno in pietra e tadelakt

Maison Brummell Majorelle – Bagno in pietra e tadelakt

A Marrakech il tadelakt è presente in quasi tutti i riad, ma spesso viene spinto verso tinte forti, accostamenti liberi, soluzioni guidate più dall’estro che da un disegno complessivo. Qui accade il contrario. Il tadelakt è pensato, controllato, inserito in un sistema spaziale coerente. Non perde la sua identità locale, ma viene portato su un piano progettuale più rigoroso.

Il Tadelakt nei Progetti di Designer e Architetti

Maison Brummell Majorelle conferma una tendenza ormai evidente: il tadelakt sta vivendo una trasformazione, soprattutto nei progetti guidati da designer e architetti di fama internazionale. Non viene più utilizzato come semplice firma locale o come elemento decorativo identitario, ma come materiale architettonico consapevole. In questo progetto, a Marrakech, il tadelakt resta profondamente marocchino per origine e composizione, ma assume un carattere quasi occidentale nel modo in cui è controllato, dosato, inserito nello spazio. È il tadelakt del lusso contemporaneo: silenzioso, continuo, raffinato, lontano dall’eccesso.

Questo non significa rifiutare la tradizione, ma superarla per maturità. Nei riad tradizionali di Marrakech il tadelakt è onnipresente, spesso colorato, espressivo, istintivo. Nei progetti come Maison Brummell Majorelle, invece, diventa parte di un disegno complessivo, dove ogni scelta cromatica e materica risponde a una visione precisa. Il risultato è un materiale che non perde la sua anima artigianale, ma la porta dentro l’architettura contemporanea di alto livello. Un tadelakt più colto, più controllato, più durevole. Un tadelakt che, senza rinnegare la propria origine, trova nel design moderno e nel lusso internazionale il suo nuovo terreno di espressione.