Riad, Marrakech e Tadelakt
Un Legame Secolare
Il legame tra riad, tadelakt e Marrakech non è estetico, ma funzionale. Nasce da un modo preciso di costruire e abitare, sviluppato nel tempo per rispondere a condizioni climatiche, sociali e materiali ben definite. Il riad non è una casa decorata, ma un sistema architettonico pensato per gestire luce, acqua, silenzio e intimità. Il tadelakt ne è una conseguenza naturale. Marrakech è una città costruita verso l’interno. I riad si organizzano attorno a cortili centrali, fontane, bacini d’acqua e superfici continue che riflettono e assorbono la luce. In questo contesto, serviva un materiale capace di resistere all’umidità, al calore e all’uso quotidiano, ma anche di garantire continuità visiva e coerenza materica. Il tadelakt nasce esattamente per questo.

La Bellissima Terrazza in Tadelakt del Riad
Utilizzato storicamente negli hammam, nei bacini, nelle cisterne e negli spazi domestici più sensibili all’acqua, il tadelakt diventa rapidamente una finitura privilegiata anche nei riad. Non perché fosse l’unica disponibile, ma perché rispondeva meglio di altre a esigenze concrete: impermeabilità, traspirabilità, durata e possibilità di modellare superfici curve, nicchie e raccordi senza interruzioni. Il riad, a sua volta, valorizza il tadelakt. Le pareti alte, la luce che entra dall’alto, l’alternanza di ombra e sole durante la giornata permettono al materiale di esprimere la sua profondità. La superficie non resta mai uguale, cambia tono e intensità, accompagnando il ritmo naturale dello spazio. È un dialogo continuo tra architettura e materia.
Questo legame si è consolidato nei secoli, diventando parte integrante dell’identità costruttiva di Marrakech. Nei riad storici, il tadelakt non era un elemento distintivo da esibire, ma una scelta ovvia, condivisa, quasi invisibile. Faceva parte del linguaggio comune dell’abitare, al pari del cortile, dell’acqua e della luce.
Il Restauro del Riad Lak Lak
Con Materiali e Tecniche della Tradizione
Nel cuore della medina di Marrakech, tra i palazzi storici come il Bahia e il Badii, si trova il Riad LakLak, una casa tradizionale marocchina del XVII secolo che è stata riportata al suo splendore originale attraverso un restauro profondo e consapevole completamente documentato nel loro sito ufficiale. Tra tutti i materiali e le lavorazioni, il tadelakt emerge come protagonista, non solo nei bagni ma in molti ambienti della casa. Quando il riad è stato acquistato all’inizio degli anni 2010, non appariva nella sua forma originaria. Al suo interno vivevano molte famiglie, con pareti addossate, piccole stanze costruite in modo improvvisato e perfino il terrazzo frammentato in unità più piccole. Per riportare la casa alla sua architettura originale, ogni aggiunta degli ultimi decenni è stata demolita e rimossa, restituendo agli spazi altezza, apertura e luce.
Una volta spogliato l’edificio dalle aggiunte e consolidata la struttura, il cantiere passa alla costruzione vera e propria: rimodellare muri, creare bagni e cucina, affrontare impianti idraulici ed elettrici, e soprattutto preparare gli spazi per le finiture. È interessante notare che, nella tradizione marocchina, il lavoro non è rigidamente pianificato salvo eccezioni: muratore, proprietario e artigiani decidono insieme sul posto quali soluzioni adottare, spesso rifacendo un elemento fino a che non convince. In origine i riad tradizionali non prevedevano bagni o cucine come li intendiamo oggi: l’igiene avveniva negli hammam pubblici e la cucina era spesso nel patio. Adattare questa logica alla vita contemporanea è una delle sfide del restauro, senza snaturare l’architettura.
Nel Riad LakLak il tadelakt non compare solo nei bagni: viene utilizzato in molte stanze, nei pavimenti di alcune aree e persino sulla terrazza, incarnando la scelta di una materia autentica legata alla tradizione costruttiva marocchina. Il tadelakt è un rivestimento tradizionale a base di calce, lucidato con sapone nero ricavato da olio d’oliva e lavorato con pietre, che lo rende impermeabile e continuo. Nato nei contesti storici dei palazzi, delle fontane e degli hammam, il tadelakt ha una superficie morbida, senza giunzioni, capace di dialogare con la luce in modo unico e di evocare una profondità materica tipica dell’architettura marocchina. Nei pavimenti, la scelta di utilizzare tadelakt è coraggiosa e consapevole: pur essendo più delicato rispetto alle piastrelle o al cemento, crea una superficie visivamente uniforme e coerente con le pareti, ed è consigliato soprattutto dove si cammina a piedi nudi o con calzature morbide. Ma nel restauro non si sono limitati a questo, il Tadelakt è davvero presente in tanti ambienti: camini in tadelakt, scale in tadelakt, vasche e docce in tadelakt, questo Riad è stato reso un’autentico omaggio alla tecnica del tadelakt.
Accanto al tadelakt, il restauro ha valorizzato altri elementi della tradizione marocchina: Zellige: la celebre mosaico di piastrelle smaltate con motivi geometrici, tipica dell’architettura maghrebina, è stata recuperata e restaurata nei pavimenti. Quando il riad fu acquistato, gran parte dello zellige originale era danneggiata, ma resti e frammenti sono stati reintegrati con cura. Zouak: i soffitti dipinti in legno di cedro con pigmenti naturali (zafferano, papavero, menta) sono un altro elemento straordinario, con motivi floreali e zoomorfi che sono stati riportati alla luce. Questi soffitti raccontano la tradizione artigianale e la ricchezza degli interni storici. Stucchi scolpiti: gli intagli ornamentali della tradizione marocchina, un tempo nascosti o danneggiati, sono stati restaurati a mano da artigiani locali, valorizzando l’irregolarità che contraddistingue l’artigianato autentico. Ferro battuto: ringhiere e divisori in ferro forgiate a mano arricchiscono le aree interne, mostrando una lavorazione artigianale ancora viva nel tessuto urbano di Marrakech. L’articolo originale racconta con semplicità un dettaglio molto significativo: la costruzione dei bagni può essere rapida e, se non convince, viene demolita e rifatta in poche ore. Questo modo di lavorare riflette una cultura del “vedere per capire”, dove tutte le decisioni si prendono insieme agli artigiani, con ascolto e adattamento continuo.
Una Casa che Torna a Vivere
Questo restauro ha attirato l’attenzione proprio per il modo in cui il tadelakt è stato trattato: senza forzature, senza interpretazioni moderne superflue, ma secondo la tradizione. Qui non è stato usato come semplice finitura decorativa, né confinato a pochi ambienti simbolici. È stato portato in molti spazi, declinato in forme, colori e contesti diversi, accompagnando l’architettura del riad in modo naturale. Il risultato non nasce da un progetto rigido o da un disegno eccessivamente pianificato, ma da una mano artigiana capace di leggere gli spazi, di adattarsi, di correggere e di lavorare la materia nel tempo. È questo approccio, fatto di esperienza e di gesto, che rende il Riad LakLak un luogo unico, lontano da soluzioni standardizzate, dove si percepisce la vera essenza di Marrakech. Questo riad è il frutto dell’antica arte artigiana marocchina, dove funzionalità e bellezza estetica non sono mai separate. Il tadelakt, insieme agli altri materiali tradizionali, dimostra qui tutta la sua versatilità e la sua attualità: un materiale con secoli di storia, capace ancora oggi di costruire spazi contemporanei, vivi e coerenti.
Oggi, il Riad LakLak non è soltanto un edificio restaurato secondo tradizione: è una casa vacanza esclusiva nella medina di Marrakech, disponibile per soggiorni privati e anche per eventi come workshop, seminari, yoga retreat e feste, grazie alla sua grande terrazza e al patio centrale. Se vuoi più informazioni, visita il loro sito ufficiale: Riad-laklak-marrakech.com



