Il Progetto di Studiofour
Studiofour imposta il progetto a partire dal rapporto tra corpo costruito e sito. La casa si sviluppa su più livelli seguendo la pendenza naturale del terreno, riducendo movimenti di terra e mantenendo una relazione diretta con il giardino. I volumi sono compatti, leggibili, con un’organizzazione che separa chiaramente spazi di vita quotidiana e zone più protette. L’architettura è volutamente solida. Murature, solai e pareti lavorano come elementi continui, pensati per fornire inerzia termica e stabilità nel tempo. In un contesto costiero come Beaumaris, questo approccio risponde sia al comfort interno sia alla necessità di limitare manutenzioni frequenti dovute a umidità e salsedine.

Ruxton Rise – Salotto
La scelta dei materiali segue una logica di onestà costruttiva. Calcestruzzo, legno, superfici minerali e intonaci continui sono utilizzati senza stratificazioni decorative. Le finiture non cercano effetti visivi, ma uniformità e resistenza. L’obiettivo è ridurre il numero di materiali diversi e semplificare i dettagli, così che la casa possa essere usata intensamente senza deteriorarsi rapidamente.

Ruxton Rise – spazio aperto
Il lavoro dello studio è riconoscibile nella cura delle transizioni: tra interno ed esterno, tra superfici verticali e orizzontali, tra spazi abitativi e aree di servizio. Le aperture sono calibrate per controllare luce e privacy, mentre la distribuzione interna privilegia percorsi diretti e spazi facilmente adattabili nel tempo. Ruxton Rise Residence è quindi un progetto che mette al centro funzione, materia e durata.
Il Tadelakt nella Ruxton Rise Residence
Nella Ruxton Rise Residence il tadelakt viene utilizzato nel bagno, in modo diretto e funzionale. Riveste le pareti e la zona doccia, lavorando come superficie continua in uno spazio soggetto a umidità quotidiana e a un uso intenso. Il colore scelto è un grigio pieno, asciutto, molto vicino al tono della pietra naturale. Non è un grigio industriale né un effetto cemento spinto. Ha una profondità leggera, che suggerisce la presenza di terre naturali, probabilmente un’ombra, utilizzata per sporcare la calce e togliere qualsiasi rigidità cromatica. Il risultato è una superficie neutra, ma non piatta.

Ruxton Rise – doccia in tadelakt
Questo tipo di finitura è coerente con il linguaggio dell’architettura contemporanea, ma soprattutto con l’impostazione materiale della casa. Il tadelakt dialoga con le altre superfici minerali senza creare contrasti inutili. Assorbe la luce invece di rifletterla, mantiene una lettura stabile dello spazio e riduce la frammentazione visiva tipica dei bagni rivestiti con materiali modulari. Qui il tadelakt non è usato per evocare un’origine o una tradizione specifica. È una scelta pratica, inserita in un sistema costruttivo che privilegia superfici durevoli, facilmente pulibili e compatibili con l’uso quotidiano.
Il Tadelakt in Oceania
La Ruxton Rise Residence si trova a Beaumaris, in un contesto costiero dove l’umidità ambientale, l’aria salmastra e la luce intensa influenzano direttamente il modo di costruire e di rifinire gli spazi interni. Qui la durabilità dei materiali non è una scelta teorica, ma una condizione necessaria per garantire stabilità nel tempo e ridurre la manutenzione. All’interno di questo quadro, l’uso del tadelakt nei bagni risponde a esigenze chiare ed a una scelta di coerenza architettonica. Lavora su pareti e doccia come superficie continua, riduce i punti critici legati all’acqua e mantiene un comportamento prevedibile in un ambiente umido. In un progetto che lavora su massa, continuità e uso consapevole dei materiali, il tadelakt trova una collocazione coerente anche lontano dal suo contesto di origine. Nato in ambienti mediterranei, qui viene applicato per le stesse ragioni tecniche: gestione dell’acqua, superfici compatte, resistenza nel tempo. Cambia la latitudine, ma non cambiano le condizioni d’uso che rendono il materiale efficace.
FOTO e SORGENTI: studiofour.net.au – dwell.com



