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Summer House – Il Tadelakt in India

Summer House è una grande residenza immersa nel paesaggio rurale ai margini di Hyderabad, nell’India Meridionale, progettata da Sona Reddy Studio come casa di campagna per una famiglia privata. Il progetto si colloca tra un frutteto di mango e il bacino di Himayat Sagar, in un contesto dove il clima caldo e secco per buona parte dell’anno condiziona in modo diretto ogni scelta architettonica. La casa nasce come luogo di pausa e di ritorno a un’abitazione più lenta, lontana dalla densità urbana. Le fonti che raccontano il progetto insistono su un aspetto preciso: Summer House non è pensata come una villa iconica, ma come un insieme di spazi costruiti attorno al comfort climatico, alla memoria dei materiali e a un uso consapevole delle superfici.

Il Progetto di Sona Reddy Studio

Il progetto di Summer House 14 è interessante soprattutto per come affronta il tema della bioarchitettura in un contesto indiano contemporaneo. Qui la sostenibilità non viene trattata come una sovrastruttura tecnologica, ma come una conseguenza diretta delle scelte materiche e spaziali. L’architettura lavora prima di tutto con l’ombra, con la massa e con la ventilazione naturale, riducendo la dipendenza da sistemi artificiali.

Summer House esterno

Summer House esterno

Le superfici interne ed esterne sono dominate da intonaci a base di calce, spesso pigmentati in tonalità calde e rosate. Non si tratta di una scelta solo estetica: la calce viene utilizzata per la sua traspirabilità e per il modo in cui reagisce alla luce intensa, restituendo ambienti meno abbaglianti e più stabili dal punto di vista microclimatico. In un clima come quello di Hyderabad, questa è una scelta che rientra pienamente nella logica dell’edilizia sostenibile.

La presenza di fibre naturali, legni e materiali intrecciati non è decorativa. Questi elementi vengono usati come filtri, come superfici porose che modulano la luce e l’aria, contribuendo al comfort degli ambienti interni. Anche in questo caso, il progetto lavora per sottrazione: meno materiali, ma scelti con attenzione e portati fino in fondo nel loro utilizzo.

Summer House cucina

Summer House cucina

Un aspetto rilevante di Summer House è la coerenza tra architettura e interior. Non c’è una separazione netta tra involucro e finitura: i materiali strutturano lo spazio e allo stesso tempo lo definiscono visivamente. Questo approccio rafforza l’idea di una edilizia sostenibile di fascia alta, dove il valore non è dato dall’accumulo di soluzioni, ma dalla capacità di costruire ambienti durevoli, riparabili e leggibili nel tempo.

Il Tadelakt nella Summer House

In Summer House, il tadelakt viene utilizzato in due bagni, ciascuno con una funzione chiara e distinta, ma tenuti insieme da una scelta cromatica forte: il blu. Nel primo bagno, il tadelakt riveste la doccia, lavorando come superficie continua su pareti e volumi, senza interruzioni né cambi di materiale. Il blu scelto è più chiaro, quasi diluito, e dialoga con la luce naturale che entra nello spazio. La finitura non cerca l’effetto specchio: la superficie resta viva, leggermente materica, coerente con l’insieme dei materiali naturali utilizzati nel resto della casa. Qui il tadelakt svolge il suo ruolo più classico, legato all’acqua, ma lo fa con una presenza cromatica insolita e controllata.

Summer House vasca in tadelakt blu

Summer House vasca in tadelakt blu

Nel secondo bagno, il tadelakt viene invece utilizzato per realizzare una vasca, questa volta in una tonalità di blu più intensa e profonda. Il colore è più saturo, quasi compatto, e trasforma la vasca in un vero elemento architettonico, non in un semplice oggetto inserito nello spazio. Anche in questo caso il tadelakt lavora per continuità, avvolgendo la forma e rendendo la vasca parte integrante della stanza.

La scelta del blu è particolarmente significativa. Storicamente, il blu è sempre stato un colore raro e costoso, legato a pigmenti difficili da ottenere e quindi associato a contesti di pregio. Utilizzarlo nel tadelakt rafforza il carattere lussuoso ma misurato della casa. Non è un lusso ostentato: è un lusso che passa attraverso il colore, la materia e il tempo di lavorazione.

Summer House doccia in tadelakt blu

Summer House doccia in tadelakt blu

In una villa come Summer House, immersa nel verde e costruita su un’idea di comfort lento e naturale, il tadelakt blu funziona perché introduce profondità senza rompere l’equilibrio generale. È una scelta che non cerca contrasto, ma intensità, e che dimostra come questo materiale possa spingersi oltre le palette più consuete senza perdere coerenza. Nel lavoro di Sona Reddy Studio, il tadelakt viene usato dove ha senso, in relazione all’acqua e al corpo, ma con una libertà cromatica che lo trasforma in uno degli elementi più riconoscibili e riusciti dell’intero progetto.

Il Tadelakt nel Lusso Orientale

Summer House non è una casa che cerca riferimenti esterni. Funziona perché ogni scelta è interna al progetto: clima, materiali, uso quotidiano. È un’architettura che si regge su superfici che fanno il loro lavoro e su materiali che non hanno bisogno di essere spiegati. Siamo in India. Lontani dal Marocco, dove il tadelakt nasce. Lontani anche dai contesti occidentali in cui oggi viene usato come segno di lusso riconoscibile. Qui non appartiene a nessuna delle due categorie. Ed è proprio questo il punto. In India il tadelakt non è comune. Non fa parte del vocabolario edilizio locale. Per questo, quando compare, non può essere letto come moda. Il blu scelto rafforza questa distanza dai modelli più noti. Non è un colore “facile”, né tradizionale. Storicamente è raro, costoso, complesso. Qui non serve a dichiarare lusso, ma a dare profondità a spazi che restano essenziali. Summer House diventa interessante proprio per questo scarto. Il tadelakt non arriva dove ce lo aspettiamo. Arriva dove funziona. E in un paese dove quasi nessuno lo usa, questo progetto resta uno dei pochi esempi in cui la tecnica non viene imitata, ma realmente integrata.