Il Progetto di Objekt Architecten Studio
In Under the Willow Tree House, le scelte legate alla bioedilizia non sono concentrate in un singolo elemento, ma distribuite in modo continuo lungo tutto il progetto. L’isolamento delle pareti viene realizzato con canapa e calce, una combinazione che permette di ottenere massa, traspirabilità e durabilità senza ricorrere a materiali sintetici. Non è una scelta “di principio”, ma pratica: la casa deve gestire umidità, temperatura e aria interna in modo naturale. La stessa logica guida l’uso della cellulosa nell’isolamento del tetto, materiale che lavora bene con gli sbalzi termici e riduce il bisogno di correzioni meccaniche.

The House under the Willow Tree – Ninove, Belgio
All’interno, le superfici non sono trattate come fondali neutri. Le pareti vengono finite con intonaco di argilla, lasciato visibile e non coperto da pitture industriali. L’argilla regola l’umidità, assorbe suoni, restituisce una luce più morbida. È una presenza fisica, non un colore. Nei bagni, dove l’acqua impone altre condizioni, viene utilizzato un intonaco a base di calce, idrorepellente ma sempre minerale, coerente con il resto dell’involucro.

The House under the Willow Tree – Salotto
Anche le scelte più “tecniche” seguono questa linea. I serramenti, ad alte prestazioni, sono inseriti senza enfasi, con telai scuri che dialogano con il nuovo volume posteriore. Il vetro lavora con il paesaggio, non contro di esso. La casa si apre dove serve, si chiude dove è necessario, senza spettacolarità. Nel complesso, il progetto mostra una forma di bioedilizia concreta, non dichiarata. I materiali naturali non sono usati per costruire un’immagine ecologica, ma per risolvere problemi reali: comfort, qualità dell’aria, durata.
Il Tadelakt nella Under the Willow Tree House
In Under the Willow Tree House, il tadelakt viene usato in modo deciso nel bagno, ed è sufficiente per cambiare completamente la percezione dello spazio. Il pavimento è interamente realizzato in tadelakt, in una tonalità di verde intensa, quasi vegetale. Non è un verde smorzato o neutro, ma un colore pieno, che richiama direttamente le foglie, l’erba, il giardino che circonda la casa. Camminarci sopra significa percepire subito una differenza rispetto al resto degli ambienti, dove le superfici restano più asciutte e leggere.

The House under the Willow Tree – Pavimento in Tadelakt
Arrivando in fondo al bagno, il tadelakt sale dal pavimento e riveste anche le pareti, costruendo una doccia completamente in tadelakt, ampia, profonda, pensata per essere usata senza separazioni rigide. La doccia è organizzata su due postazioni, ed è illuminata da due finestre che si aprono direttamente sulla vegetazione esterna. Non c’è un vero confine visivo: il verde del tadelakt e quello del giardino si sovrappongono, si riflettono, si confondono.

The House under the Willow Tree – Doccia in Tadelakt
Il dialogo tra superficie minerale e paesaggio è uno degli aspetti più riusciti del progetto. La luce entra, colpisce il verde del tadelakt, rimbalza sulle pareti umide e restituisce un bagno che cambia durante la giornata. Non è uno spazio chiuso, né introverso. È un ambiente che respira con l’esterno, pur restando completamente costruito.
Il Tadelakt tra Architettura Moderna e Natura
In Under the Willow Tree House, il progetto complessivo è guidato da una logica chiara: costruire una casa contemporanea che rimanga legata al paesaggio, ai materiali naturali e a un’idea di abitare sobria, lontana da gesti superflui. È in questo quadro che l’uso del tadelakt trova la sua collocazione più corretta. Siamo in Belgio, in un contesto climatico e culturale molto distante dal Marocco, dove questa tecnica è nata e si è sviluppata. Eppure, il tadelakt funziona perfettamente anche qui, non come richiamo a un’estetica esotica, ma come materiale architettonico contemporaneo, inserito in un progetto che lavora su bioedilizia, superfici minerali e rapporto diretto con la natura. Il bagno verde in tadelakt non cerca di imitare modelli tradizionali, né di dichiarare un’origine culturale precisa. Viene usato all’interno di un linguaggio architettonico nord-europeo, essenziale, rigoroso, dove il colore e la materia diventano strumenti per rafforzare il legame con il paesaggio. Questo progetto dimostra come il tadelakt, pur nascendo in un contesto mediterraneo e nordafricano, possa essere reinterpretato in architetture sostenibili del Nord Europa, dove il tema non è la tradizione, ma la qualità dello spazio e delle superfici.
FOTO e SORGENTI: arkitectureonweb.com – archdaily.com – plainmagazine.com – archilovers.com



