Villa Kuro – Il Progetto
Villa Kuro si trova in un tratto di deserto punteggiato di cactus e massi giganti, a breve distanza dal famoso Joshua Tree National Par. La scelta del sito non è casuale: la proprietà è situata in alto rispetto alla valle, con viste aperte verso le montagne e il cielo, un elemento che diventa parte integrante del progetto architettonico. Qui, l’idea non era solo costruire una casa, ma dare forma a un’esperienza di vita in cui lo sguardo sul deserto diventa elemento centrale dell’abitare.

Villa Kuro si trova nel deserto della California
Il progetto è stato guidato da Mini Inno, studio di design fondato da Elaine e Stanley Yang, la coppia che ha acquistato la struttura esistente, un ranch degli anni ’60, e l’ha trasformata completamente. La loro visione parte dal concetto di Wabi-Sabi: abbracciare superfici naturali, texture organiche e imperfezioni come qualità positive, anziché difetti da correggere.
Per ottenere questo risultato, la ristrutturazione ha seguito un percorso artigianale, con molte lavorazioni fatte a mano, incluse superfici come le pareti in tadelakt e i pavimenti di alcuni ambienti chiave. Le grandi finestre e le porte scorrevoli sono state posizionate per massimizzare il contatto visuale con l’esterno: dalla tea room alle camere da letto, ovunque la vista sul panorama deserto diventa protagonista.

Villa Kuro – Soggiorno
Gli interni della villa sono caratterizzati da toni neutri e materiali naturali. Le pareti trattate con intonaci di calce, travi in legno a vista e superfici grezze creano un ambiente semplice ma raffinato, dove ogni elemento dialoga con l’altro senza richiamare l’attenzione su sé stesso, ma favorendo una relazione diretta con il contesto. La zona living e gli spazi comuni si aprono verso l’esterno tramite ampie pareti scorrevoli, mentre la courtyard cactus garden e i percorsi verso i massi rocciosi costruiscono una continuità tra interno e paesaggio naturale. Il progetto non è solo abitare il deserto: è farne parte.
Il Tadelakt nella Villa Kuro
In Villa Kuro, il tadelakt viene utilizzato nei luoghi più raccolti e personali della casa, dove il contatto diretto con le superfici diventa parte dell’esperienza quotidiana. La scelta non è decorativa, ma funzionale e coerente con l’impostazione artigianale dell’intero progetto, che privilegia materiali naturali lavorati a mano e superfici continue.
Nella camera da letto, il tadelakt riveste le pareti principali, creando un ambiente ovattato e silenzioso. La finitura a calce lavora con la luce del deserto, che entra filtrata durante il giorno e si appoggia sulle superfici senza riflessi netti. Il risultato è uno spazio che restituisce una sensazione di calma costante, lontana da qualsiasi rigidità architettonica. Qui il tadelakt contribuisce a rendere la stanza più materica e meno “costruita”, in linea con l’idea di rifugio che guida tutto il progetto di Villa Kuro, ai margini del Joshua Tree National Park.

Parete in Tadelakt nella camera da letto
È però nel bagno che il tadelakt mostra pienamente le sue potenzialità. L’ambiente è organizzato attorno a una doccia di grandi dimensioni, definita da un muretto alto interno interamente rivestito in tadelakt, che funge sia da elemento architettonico sia da schermo visivo. Le pareti della doccia sono trattate con la stessa finitura continua, senza interruzioni, creando una superficie compatta e impermeabile, adatta all’uso quotidiano ma anche coerente con il linguaggio essenziale della casa.
Sempre in tadelakt sono realizzati il piano di appoggio del lavabo e le nicchie integrate, pensate come parte della muratura e non come elementi aggiunti. Questa continuità tra pareti, superfici orizzontali e dettagli funzionali rafforza l’idea di un bagno scavato nella materia, più vicino a un ambiente naturale che a un bagno tradizionale. La calce assorbe il vapore, regola l’umidità e restituisce una sensazione tattile calda, lontana dalle superfici industriali comunemente usate in contesti simili.

Villa Kuro – Bagno in Tadelakt
In Villa Kuro, il tadelakt non viene quindi utilizzato per dichiarare una tradizione, ma per costruire spazi coerenti con il luogo: superfici che dialogano con il clima secco del deserto, con la luce intensa e con l’idea di una casa pensata per rallentare. La sua presenza, concentrata nella camera da letto e nel bagno, rafforza il carattere intimo e artigianale della villa.
La Versatilità del Tadelakt nella Bioedilizia
Villa Kuro è un esempio chiaro di come il Tadelakt possa essere utilizzato fuori dal suo contesto originario senza perdere coerenza o senso. In questa casa immersa nel deserto californiano, la tecnica tradizionale a base di calce viene scelta non per evocare un’estetica esotica, ma per rispondere a esigenze molto concrete: continuità delle superfici, comfort climatico, rapporto diretto con il corpo e con la luce. Villa Kuro mostra che il valore del tadelakt emerge soprattutto quando viene inserito in progetti consapevoli, dove materiali, luogo e modo di vivere sono allineati. Qui, nel deserto della California, questa tecnica antica trova una nuova naturalezza, diventando uno strumento attuale per costruire spazi essenziali, durevoli e profondamente legati al contesto.
FOTO e SORGENTI: villakuro.com – TheSpaces – stayvillakuro.com – Staysomedays.com – instagram.com



