Il Progetto di Chris Pardo
Skyhawk Villa nasce come un’architettura atipica per il contesto caraibico. L’impianto originale è composto da due torri separate, collegate da un passaggio sopraelevato, una soluzione che riflette l’interesse per la vista panoramica più che per la compattezza volumetrica. Questa configurazione, affacciata direttamente sulla baia di Christiansted, è uno degli elementi che la ristrutturazione ha scelto di preservare.

Villa Skyhawk – Vista della cucina in tadelakt
Quando Chris Pardo acquista la proprietà, la casa è in condizioni critiche. Il progetto di recupero parte da una valutazione chiara: conservare ciò che funziona, intervenire solo dove necessario. Alcuni elementi storici vengono mantenuti e valorizzati, come i pavimenti in terrazzo originali con il logo di Antilles Air Boats e i soffitti in legno di cipresso, che contribuiscono ancora oggi al carattere dell’abitazione.
L’intervento più significativo riguarda lo spazio di collegamento tra le due torri. Il passaggio originario viene chiuso con porte a battente in stile francese, trasformandosi in un ambiente interno vero e proprio, abitabile e luminoso. Questa scelta consente di ampliare la superficie utile senza modificare la sagoma dell’edificio né il suo equilibrio complessivo.

Villa Skyhawk – Camera da letto panoramica
Dal punto di vista architettonico, il progetto lavora su continuità e semplificazione. Gli spazi interni vengono ripuliti da aggiunte incoerenti, le superfici vengono uniformate, e il rapporto con l’esterno resta centrale grazie alle aperture esistenti e alle terrazze affacciate sul mare. La ristrutturazione non introduce un nuovo linguaggio, ma rafforza quello già presente, rendendo la casa più leggibile e funzionale.
Skyhawk Villa resta quindi un progetto profondamente legato alla sua storia e al luogo in cui si trova. La ristrutturazione non cerca di cancellare l’origine dell’edificio, ma di accompagnarla verso un uso contemporaneo, preparandone il terreno anche per alcune scelte materiche mirate che trovano senso proprio all’interno di questo equilibrio.
Il Tadelakt nella Villa St. Croix’s Skyhawk
In Skyhawk Villa, l’uso del tadelakt è una decisione diretta dell’architetto e proprietario Chris Pardo, che nella ristrutturazione ha scelto di lavorare sulle superfici interne come elementi continui, capaci di rispondere sia al clima caraibico sia alla struttura atipica della casa. Il tadelakt viene utilizzato sulle superfici interne per la sua capacità di resistere a umidità e muffe, una condizione centrale in una villa affacciata sul mare nei Caraibi. Ma il progetto va oltre l’uso “protettivo” del materiale e lo trasforma in strumento spaziale.

Camera da Letto con Vasca in Tadelakt
Nella camera da letto principale, il tadelakt riveste le pareti e viene utilizzato per costruire uno degli elementi più radicali della casa: una vasca integrata direttamente nello spazio notte. La vasca è collocata tra il letto, la grande finestra panoramica e una colonna strutturale esistente. Non è un oggetto inserito a posteriori, ma un volume scavato e modellato nel tadelakt stesso, che permette di far convivere funzione, struttura e vista senza introdurre nuovi materiali.

Camera da Letto con Doccia in Tadelakt
Nello stesso ambiente, il tadelakt viene utilizzato anche per realizzare i lavabi, ricavati da un unico piano continuo collocato dietro la spalliera del letto. La scelta di concentrare lavabi e superfici nello stesso materiale rafforza l’idea di un interno fluido, dove gli elementi non sono assemblati ma nati dalla stessa materia.
L’uso del tadelakt prosegue nella zona giorno, in particolare nel soggiorno. Qui Pardo lo utilizza sulle pareti, scavando nicchie che diventano parte integrante dell’architettura interna, evitando mobili aggiunti e mantenendo leggibile la struttura originaria dell’edificio. Sempre nel living, il tadelakt viene impiegato per un piano di lavoro con lavello, in questo caso accostato a un bacino in acciaio, soluzione più tecnica e funzionale ma coerente con la stessa logica materica.

Villa Skyhawk Salotto con pareti e nicchie in Tadelakt
In Skyhawk Villa, il tadelakt non è un riferimento decorativo né un richiamo generico a tradizioni lontane. È un materiale scelto e usato in modo sistematico da un architetto che interviene sulla propria casa, in un contesto climatico che richiede superfici continue, traspiranti e durevoli. La sua estensione dalla camera da letto al soggiorno dimostra una volontà chiara: costruire l’interno con pochi materiali, portati fino in fondo, senza gerarchie artificiali tra arredo e architettura.
Il Tadelakt in un Contesto Caraibico
Skyhawk Villa è il risultato di una ristrutturazione che lavora per sottrazione e continuità, più che per aggiunta. Il progetto di Chris Pardo parte da un edificio con una forte identità storica e paesaggistica e lo aggiorna senza snaturarlo, intervenendo su luce, superfici e materiali per adattarlo a un uso contemporaneo. Il contesto dei Caraibi, con il suo clima estremo, l’umidità costante e la luce intensa, non viene mitigato artificialmente ma assunto come condizione di partenza. All’interno di questo quadro, l’uso del tadelakt appare tutt’altro che forzato. È vero che si tratta di una tecnica nata lontano, in Marocco, ma le condizioni ambientali per cui è stata sviluppata (calore, umidità, necessità di superfici continue e traspiranti) non sono così diverse da quelle di un’isola come St. Croix. In questo senso, il materiale non viene “importato” come linguaggio esotico, ma reinterpretato come soluzione adatta al luogo. Il modo in cui il tadelakt viene utilizzato in Skyhawk Villa, nella camera da letto e nella zona giorno, fino a costruire vasche, lavabi, piani e nicchie, conferma una tendenza sempre più evidente anche in Occidente. Nei progetti di architettura sostenibile e bioedilizia di fascia alta, soprattutto in contesti climaticamente complessi, il tadelakt trova spazio per la sua durabilità, per la riduzione della complessità costruttiva e per la sua capacità di fondere architettura e arredo.
FOTO e SORGENTI: chrispardodesign.com – dwell.com – instagram.com – facebook.com



