• Whitechapel House Londra

Whitechapel House – Il Tadelakt nel Regno Unito

La House in Whitechapel è una ristrutturazione profonda di una casa a schiera post-bellica situata nel quartiere di Whitechapel. Il progetto nasce dalla collaborazione tra NIKJOO e Flawk, realtà fondata da Ashley Law, che ha acquistato l’edificio come abitazione personale. L’intervento non parte da un’idea formale, ma da una lettura critica dell’esistente. Spazi compressi, luce insufficiente e una distribuzione frammentata erano i limiti principali di una tipologia molto diffusa nell’edilizia londinese del dopoguerra. Il progetto affronta questi problemi senza ricorrere a soluzioni invasive dal punto di vista urbanistico, lavorando interamente entro i margini concessi dallo sviluppo permesso.

Il Progetto dello Studio Nikjoo e Flawk

La casa era originariamente un terraced house post-bellica con una pianta segmentata e soffitti bassi, caratteristiche che limitavano profondamente la luce naturale e la fluidità spaziale. Per affrontare queste limitazioni, Flawk e NIKJOO hanno impostato il progetto come una trasformazione ampia ma mirata, concentrandosi su pochi interventi chiave che potessero massimizzare la qualità spaziale senza ricorrere a processi di pianificazione complessi. 

Whitechapel House ingresso

Whitechapel House ingresso

Uno dei primi passi è stato allargare e modernizzare il piano terra: la cucina e il soggiorno, originariamente piccoli e chiusi, sono ora un unico spazio open-plan che si estende per tutta la lunghezza della casa. Per farlo si è riposizionata la scala centrale verso un lato del piano, liberando la pianta e consentendo una connessione visiva e fisica più forte tra le diverse zone di vita. 

Internamente, i materiali e le finiture sono stati selezionati per creare una sensazione di continuità visiva e tattile: l’uso calibrato di calce, legno, alluminio e acciaio spazzolato accompagna la luce naturale che entra dall’alto grazie alle grandi aperture e alle nuove soluzioni di lucernari. I bordi curvi delle superfici interne smorzano le geometrie originali più rigide della casa, rendendo gli spazi più accoglienti e meno segmentati. 

Whitechapel House cucina

Whitechapel House cucina

La cura dei dettagli si estende anche agli elementi artigianali: maniglie delle porte, luci, complementi, rubinetterie e altri piccoli oggetti sono stati selezionati o disegnati per creare un dialogo armonico con l’architettura. In questo modo la casa non cambia soltanto in pianta o sezione, ma anche nella qualità dell’esperienza percettiva quotidiana degli spazi.

Il Tadelakt nella Whitechapel House

Nel progetto della House in Whitechapel, il tadelakt ha un ruolo molto concreto in uno degli spazi umidi della casa. All’interno della zona bagno, lo studio NIKJOO e Flawk utilizzano il tadelakt per rivestire le pareti del bagno compresa quella accanto alla doccia, creando una superficie continua e materica che dialoga con gli altri materiali interni. 

Whitechapel House bagno lavandino tadelakt

Whitechapel House – Pareti Bagno in Tadelakt

La superficie in tadelakt non è isolata a un dettaglio minimo: è parte di un elemento compositivo più ampio. Una tenda in acciaio a maglia metallica, tagliata e sospesa per creare una separazione visiva dalla zona doccia, si confronta direttamente con la parete in tadelakt, generando un contrasto di materiali che coniuga aspetto artigianale e tecnologia industriale. 

Whitechapel House bagno con doccia in tadelakt

Whitechapel House – Bagno con doccia in tadelakt

In questo caso il tadelakt non ha il ruolo di elemento dominante, ma quello di componente sensibile integrato nel dialogo tra materiali. La scelta di affiancarlo a una tenda metallica non è casuale: crea un ritmo visivo tra morbidezza d’intonaco e rigore metallico, confermando come questo materiale possa essere combinato con linguaggi contemporanei pur rimanendo ancorato a qualità fisiche profonde.

Bioarchitettura Contemporanea e Materiali Tradizionali

Nella House in Whitechapel, il tadelakt viene utilizzato nel suo ambito più naturale, quello degli ambienti umidi, dove le sue qualità tecniche trovano una reale giustificazione. Allo stesso tempo, il contesto è chiaramente distante dall’origine marocchina del tadelakt. Siamo a Londra, in un quartiere denso e urbano come Whitechapel, e il progetto non ha alcun legame con l’immaginario dell’arredamento arabo o con una rilettura folkloristica del materiale. Il tadelakt qui è completamente sradicato dal suo contesto formale originario e inserito in un linguaggio contemporaneo fatto di acciaio, superfici minerali, dettagli industriali e scelte spaziali misurate.

È proprio questo passaggio a rendere il progetto significativo. Negli ultimi vent’anni, il tadelakt ha trovato sempre più spazio in progetti di design, bioarchitettura ed edilizia sostenibile in Occidente, dove viene scelto per la sua natura minerale, per la riduzione dei materiali necessari e per la capacità di creare superfici continue e durevoli. In questo percorso, il Regno Unito è uno dei contesti in cui il tadelakt ha avuto una diffusione particolarmente consistente, soprattutto in interventi residenziali di qualità e in ristrutturazioni attente alla materia e alla salute degli ambienti interni.

FOTO e SORGENTI: nikjoo.co.ukdivisare.comelledecor.comleibal.com