Corso di Tadelakt presso Casa Circondariale di Torino

Scheda tecnica

Torino

2014

40 ore

Calce di Marrakech, tessere di mosaico, cemento naturale, fibra di canapa,cera d’api, terre naturali

Il progetto

Sono stato contattato da a cooperativa che voleva fare un corso di formazione per il reinserimento nella società degli ex detenuti. Ho accettato, proponendo loro di organizzare un corso di Tadelakt. Questo perché si tratta di una tecnica particolare, che può rappresentare un interessante sbocco lavorativo. A questo corso hanno partecipato alunni di diverse età e nazionalità. All’inizio ero un po’ preoccupato, non avendo mai partecipato a un progetto simile. Ma i partecipanti si sono dimostrati dei bravi e attenti allievi, capaci di farmi subito sentire a mio agio.

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Preparazione e colori

Il progetto consisteva nel recuperare un locale abbandonato e inutilizzato all’interno della Casa Circondariale Luigi Cotogno. La cooperativa aveva in progetto di rinnovare lo spazio, per dedicarlo alle attività didattiche per i detenuti.

Abbiamo anche creato delle panchine per l’area ricreativa, realizzandole in fibra di canapa e cemento naturale. Per questo scopo abbiamo utilizzato dei casseri in polistirolo. I mezzi erano limitati, perciò abbiamo dovuto aguzzare l’ingegno per non dover usare attrezzature che non potevano essere introdotte nell’edificio. Le panchine costeggiano tutte le pareti, in modo che gli alunni si possano sedere intorno all’insegnante durante i corsi.

Inoltre, dato che gli stessi allievi del corso avrebbero usufruito di quello spazio, hanno potuto personalizzare il lavoro con i colori che preferivano. Tra i colori utilizzati c’erano: cobalto turchese, rosso ossido, terra gialla e verde, rosso Marrakech. Per le panchine abbiamo scelto un colore scuro, il terra ombra bruciata, in modo che non si sporcassero troppo facilmente. Il soffitto, in pittura a calce, era blu oltremare. Questo colore in particolare è stato scelto per imitare il cielo, creando l’illusione di trovarsi all’aperto.

Lavorazione

Abbiamo poi realizzato una fontana, per dar modo agli allievi di esercitarsi in tutte le possibili applicazioni del Tadelakt. Dopo aver installato la struttura, abbiamo ideato insieme e disegnato sulle pareti dei motivi decorativi, delimitati da tessere di mosaico. Successivamente vi abbiamo applicato il colore.

Allo stato iniziale, le pareti erano dipinte con uno smalto molto lucido. In casi come questi, un passaggio importante è applicare un “sottofondo” aggrappante prima del fondo per Tadelakt vero e proprio. Questo perché la calcina non potrebbe aderire su una superficie così liscia. Come prima cosa abbiamo dunque applicato un aggrappante a pennello: calcina T6 e un fissativo acrilico come aggrappante prima del fondo vero e proprio. Sulle panchine, che erano state fatte ex novo, abbiamo potuto applicare direttamente il Tadelakt, dato che la loro superficie era abbastanza ruvida.

Successivamente abbiamo completato la lavorazione passando il sapone e la cera.

La principale difficoltà consisteva nel fatto che avevamo a disposizione solo 3 ore al pomeriggio. Per questo abbiamo usato dei fogli di giornale per far asciugare prima il materiale e velocizzare il processo.

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